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mercoledì 1 agosto 2012

Russia, trovati 248 feti di bambini: si sospetta traffico di embrioni

Li ha trovati un pescatore a tre chilometri dalla strada tra Yekaterinburg e Nyevyansk, nella regione di Sverdlovsk

di Emanuela Di Pasqua

Una folta schiera di corpicini tra le dodici e le ventisei settimane di vita, risalenti presumibilmente a una decina di anni fa e abbandonati in macabri contenitori che custodiscono chissà quali segreti (alcuni dei quali erano oltretutto aperti e contenevano feti mummificati). Li ha trovati Sergei Tvritinov, un pescatore di quella zona ai piedi degli Urali, mentre stava andando tranquillamente a pescare con alcuni amici. Ora quei 248 feti umani rinchiusi in contenitori da cinquanta litri riempiti di formaldeide sono oggetto delle indagini degli investigatori, dopo che il ministro della Sanità russo ha definito l’episodio «una violazione medica inammissibile dal punto di vista morale ed etico». E Vladimir Vlasov, a capo del governo regionale, promette giustizia, assicurando che i responsabili della foresta degli orrori saranno puniti.



LE VARIE IPOTESI - Si potrebbe trattare di reperti biologici susseguenti ad aborto provenienti da quattro ospedali differenti della zona, mentre secondo altre fonti potrebbero essere riconducibili a nascite premature o ad aborti spontanei. Ma dietro a tutte queste ipotesi rimane l'allarme lanciato dai medici e dai responsabili della sanità russa, che da tempo richiamano l'attenzione sul traffico di embrioni e feti usati per illegali trattamenti di bellezza. Da tempo infatti gira la voce che esistano organizzazioni criminali in Russia e in Ucraina dedite al traffico di feti abortiti dai quali verrebbero poi estratte staminali per provvedere a seni o a zigomi che cedono. Il sospetto che i feti scaricati in quella foresta risalgano a questi aberranti test e fossero destinati alle esigenze di un’utenza ricca che insegue la bellezza a tutti i costi rende chiaramente ancor più triste la vicenda.

REAZIONI - La leader del comitato parlamentare “Donne, Famiglia e Figli”, Olga Batalina ha commentato: “spero che il comitato investigativo stabilirà dov’è successo, in quale area, in quale ospedale e chi ha organizzato queste azioni criminali”. Mentre la Chiesa Ortodossa ne ha subito approfittato per enfatizzare la propria opposizione all’aborto, parlando di degrado della nostra società. In Russia la legge sull’interruzione di gravidanza prevede che sia possibile abortire entro le dodici settimane, salvo per i casi di stupro o per ragioni mediche.



fonte: Corriere.it


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