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mercoledì 8 agosto 2012


Le telecamere del "Fatto Quotidiano" in una delle 40mila serre di marijuana

di Lorenzo Galeazzi e Massimiliano Sfregola

“The big hypocrisy”. Così proprietari di coffee shop e semplici consumatori definiscono la politica olandese in materia di droghe leggere. Un’ipocrisia perché dal 1976, anno della depenalizzazione di cannabis e derivati, questi locali devono fare i conti con una legge che consente sì la vendita di piccole dosi di hashish e marijuana, ma ne vieta la produzione. Infatti in Olanda coltivare canapa così come stiparne grandi quantità per lo smercio è assolutamente illegale. E allora come funziona questo business? “Siamo costretti a rivolgerci a spacciatori, coltivatori e gente di questo tipo”, spiega Arjan Roskam, patron di una delle catene di coffee shop più importanti di Amsterdam, che da anni chiede invano alle istituzioni di poter produrre cannabis nella legalità. “E’ come se in Italia un’enoteca – aggiunge – fosse costretta a rivolgersi al mercato nero per avere il vino da vendere perché la legge vieta la coltivazione dell’uva” .



da Il Fatto Quotidiano


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