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venerdì 3 agosto 2012
di Derek Ford


Nove mesi dopo il rovesciamento, da parte della NATO e degli Stati Uniti, di Muammar Gheddafi in Libia, il paese è ancora in preda alla violenza e al disordine, e le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.
In realtà, secondo Nasser al-Hawary, dell'Osservatorio Libico dei Diritti Umani: "La situazione dei diritti umani è molto peggio oggi che sotto il colonnello Gheddafi." (Inter Press Service, 14 luglio). Questa affermazione è particolarmente significativa perché proviene da un oppositore politico del precedente governo.
Il Consiglio di Transizione Nazionale, l’organo pro-imperialista che governa la Libia, si è dimostrato incapace di far valere la sua autorità nel paese. Milizie armate precedentemente utilizzate dal CNT per combattere i sostenitori di Gheddafi, continuano a scorazzare nel paese, saccheggiare villaggi, sequestrando, torturando e uccidendo le persone lungo il loro percorso.

Libici con la pelle nera e gli immigrati africani sono le prime vittime del terrore diffuso dalle milizie. La violenza razzista è stato un elemento centrale della "rivoluzione" libica iniziata il 17 febbraio 2011. 
   

Prima della rivolta, la Libia ospitava circa un milione di lavoratori migranti. La propaganda diffusa dai ribelli con un particolare talento, ha presentato diabolicamente gli immigrati neri come "mercenari" del governo di Gheddafi, in modo che i neri africani sono stati linciati, torturati e imprigionati perché erano neri. Questo razzismo è ancora in corso. Nel marzo scorso abbiamo pubblicato un video che mostrava i neri africani tenuti dai ribelli in uno zoo di Bengasi, torturati e costretti a mangiare la bandiere del vecchio regime.
Il CNT mantiene ancora in carcere più di 6.000 persone nel paese. Nel deserto attorno a Sabha, a sud-ovest della Libia, più di 1.300 immigrati, la maggior parte dell'Africa sub-sahariana, sono tenuti in prigioni a cielo aperto. I detenuti dormono per terra privi di riparo e biancheria da letto, con poca acqua e cibo.
La situazione dei diritti umani in Libia oggi non è solamente peggio che sotto Gheddafi, come dice al-Hawary; è come il giorno e la notte.
In realtà, in un rapporto del 4 gennaio 2011, il Consiglio dei Diritti Umani dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dato una valutazione complessivamente positiva della situazione dei diritti umani sotto il governo della Jamahiriya e di Gheddafi. Si legge nella conclusione della relazione: "Varie delegazioni hanno inoltre preso atto con piacere della determinazione del paese a sostenere il settore dei diritti umani". La stragrande maggioranza delle 46 delegazioni che hanno partecipato allo studio ha elogiato il governo libico per il suo impegno a rispettare i diritti umani e il progresso in questo settore.

Repressione politica nella Libia “libera”
I media imperialisti hanno applaudito alle elezioni del 7 luglio come il segno della nascita di un nuovo stato democratico. Nessuno ha però segnalato che, come riconosciuto dallo stesso CNT, quasi il 40% degli elettori ha boicottato le elezioni. Inoltre, ai membri del precedente governo che non avevano aderito al campo imperialista, non è stato permesso di candidarsi alle elezioni. E decine di libici sono stati esclusi dalle liste elettorali a causa del loro sostegno al governo libico.
Non sorprende che sia stato proclamato vincitore Mahmoud Elwarfally Jibril, ex primo ministro del CNT.

All'inizio di quest'anno, il Consiglio Nazionale di Transizione aveva introdotto una legge chiamata "glorificazione del diritto" che ha permesso di imprigionare persone che parlavano in termini positivi di Gheddafi o criticavano la rivolta contro di lui. Anche se la legge è stata abrogata nel mese di giugno, continua ad avere effetto. Gli insegnanti in Libia sono restii a parlare della storia dei 42 anni del loro paese per paura di rappresaglie e sembra che i libri di storia siano stati censurati ai sensi della presente legge.
Quello che sta accadendo ora in Libia è un altro esempio di "libertà" e "democrazia" fornito dalle bombe della NATO e degli Stati Uniti.


Fonte: europeanphoenix tratto da frontediliberazionedaibanchieri.it






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