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giovedì 30 agosto 2012
Dopo le critiche che Beppe Grillo ha rivolto al PD circa il cachet corrisposto a Benigni per la sua partecipazione alla "Festa Democratica", spunta l'ex segretario amministrativo della CISL, Giovanni Guerisoli, che in radio, alla "Zanzara" dichiara di aver pagato 10 milioni di vecchie lire al leader del Movimento 5 stelle per la sua partecipazione all'Assemblea organizzativa. 

Qualche sostenitore di Grillo urla alla "macchina del fango", ma anche se questo episodio - diciamolo con franchezza - è ben poca cosa rispetto alle "prodezze" commesse dalla casta, il suo attacco per il pagamento di un cachet per la partecipazione ad un evento, cachet che anche lui ha percepito certamente molte volte nella veste di comico, appare ipocrita. 

Ormai Grillo sempre più spesso concentra la sua azione politica su temi come questo, sprechi dei partiti et similia che rispetto ai veri problemi e ai veri FURTI LEGALIZZATI, come quello del sistema monetario (di cui non parla più) sono ben poca cosa. Dopo l'approvazione di MES e Fiscal Compact non ha proferito parola, mentre per gli "scandaletti" è sempre in prima linea...
Il problema del Movimento 5 Stelle non se Grillo ha preso o non ha preso un pagamento in nero, ma il fatto che non esiste un coordinamento democratico e ha tutto in mano lui: persino la proprietà del simbolo non è del Movimento stesso e quindi degli organi eletti in esso, ma sua personale.

Staff nocensura.com

Di seguito l'audio della conversazione radiofonica e l'articolo sulla questione:
IL VIDEO:


"Così ho pagato a Grillo 10 milioni di lire in nero"
Giovanni Guerisoli, ex segretario amministrativo Cisl: "Nel 1999 venne a fare uno show a Numana. Volle i soldi in mano, senza ricevute". E il Pd: "Ci ridia i cachet delle Feste dell'Unità..."
"Il buon Grillo per partecipare all'assemblea della Cisl ha chiesto 10 milioni di lire cash, tutti in nero e senza ricevute. E noi abbiamo pagato". A tirare la bomba su Beppe Grillo, il moralizzatore della politica e degli italici costumi è Giovanni Guerisoli, segretario nazionale amministrativo della Cisl dal 1994 al 2002, sotto la gestione di Sergio D'Antoni. In diretta a La Zanzara su Radio 24, l'ex sindacalista ricorda: "Era il 1999, mi pare, era uno show a Numana, in provincia di Ancona. Dopo lo spettacolo lo pagai soldi in mano, a lui di persona". I conduttori, Cruciani e Parenzo, saltano sulla sedia. "Ma come avete fatto a giustificare quella spesa in nero?". "Ma, a quel tempo era molto meno vincolante di oggi...", spiega un po' imbarazzato Guerisoli. "Ci siamo posti il problema, ma in quel momento era complicato risolvere la situazione". Un po' come sarà complicato per Grillo spiegare ai suoiaficionados questa patata bollente, proprio nel giorno in cui dal suo blog ha lanciato nuove stilettate al Pd e a Roberto Benigni: "Con quali soldi avete pagato il suo spettacolo?". Qualche ora dopo arriva la smentita dello stesso Grillo, via Twitter: "L'accusa mossami da Guerisoli è totalmente infondata. Sarà querelato dai miei avvocati al più presto".

"Ridacci i cachet" - Ma a fare le pulci sul passato "fiscale" del leader del Movimento 5 Stelle è anche Lino Paganelli, il responsabile eventi e feste democratiche del Pd, che un tempo (nemmeno troppo lontano) si chiamavano Feste dell'Unità. E tra salamelle, birra e bandiere rosse Grillo c'era. "Lui - dice Paganelli - non è di primo pelo, ha calcato le scene dei palasport e delle feste dell’Unità. Se solo ora ha problemi con i cachet che gli sono stati pagati, fa sempre in tempo a restituirli. I nostri bilanci sono certificati al centesimo e pubblicati in rete. Non so invece come si finanzi il movimento Cinque Stelle". "Quanto ai costi - prosegue il democratico - Grillo non si preoccupi, per quelli dobbiamo rendere conto a 'settemila finanzieri', a settemila controllori rigorosissimi che sono i nostri volontari. Sono i primi a voler sapere come siano stati spesi i soldi per un evento che hanno contribuito a realizzare, con il loro personale impegno e la loro dedizione. Quindi noi rendiamo conti prima ai volontari, poi ai cittadini e alla fine, ma proprio alla fine, pure a Beppe Grillo".

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