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venerdì 10 agosto 2012
Eroina, cocaina, allucinogeni. Calano i consumi di droga tra gli ragazzi tra i 15 e i 19 anni di eta', ma tra gli studenti aumenta il consumo di cannabis. Lo si evince dalla relazione annuale al Parlamento 2012 sull'uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia (dati 2011 e primo semestre 2012), realizzata dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega e' affidata al ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi.
In particolare lo studio evidenzia le seguenti percentuali di consumatori (consumo dichiarato negli ultimi 30 giorni): eroina 0,23% (0,29 nel 2011); cocaina 1,06% (1,17 nel 2011); cannabis 12,94% (12,65 nel 2011); allucinogeni 0,86% (1,02 nel 2011). Leggero incremento, ma minore rispetto all'aumento di cannabis, per stimolanti-anfetamine-ectasy 0,57% (0,50 nel 2011).
Il ministro Riccardi nell'introduzione al report sottolinea: "Per quanto riguarda la lettura dei dati sono consapevole dei pericoli insiti nelle generalizzazioni. E' vero che il dato sui consumi di sostanza stupefacente indica che la tendenza alla contrazione, in atto ormai da alcuni anni, puo' ritenersi sostanzialmente confermata. E' altrettanto vero pero' che questa tendenza oltre a presentare, in generale, un'intensita' minore rispetto a quella riscontrata nel 2010, si manifesta in modo differente in relazione al tipo di sostanza e alle diverse aree del territorio nazionale".
"Per la cannabis ad esempio - continua Riccardi - si riscontra una lieve tendenza all'aumento tra la popolazione studentesca; sempre tra i giovani si assiste a una ripresa dei consumi di stimolanti, mentre i consumi di cocaina e allucinogeni presentano un trend in diminuzione". 


Riccardi continua citando l'eroina, per la quale "si nota una diminuzione dei consumi". "Tuttavia - aggiunge - preoccupa la stabilita' dell'assunzione di tale micidiale droga da parte degli studenti dell'Italia meridionale e della popolazione femminile. La contrazione dei consumi inoltre sembra essere accompagnata da un aumento della frequenza di assunzione tra gli studenti che hanno provato eroina negli ultimi trenta giorni".
"Analogo discorso si puo' fare per la cocaina, tenuto conto che in una parte della popolazione giovanile, 16-17enni, non si e' potuto registrare alcun decremento". Riccardi poi sottolinea alcune "situazioni che emergono dai dati e che appaiono di sicuro interesse al fine di orientare l'azione futura e di stabilirne le priorita': l'eta' media dei nuovi utenti (di coloro cioe' che per la prima volta si rivolgono ai servizi) e' di 31,6 anni, con un incremento del periodo di tempo fuori trattamento, e dei rischi che ne conseguono, e un arrivo sempre piu' tardivo alle strutture socio-sanitarie; rispetto al 2010, si registra la chiusura di 26 strutture socio-riabilitative; si assiste a una tendenza, ormai pluriennale, a non sottoporre gli utenti in trattamento presso i servizi per le tossicodipendenze (Sert) ai test per le principali patologie infettive correlate (Aids ed epatiti B e C); si riscontra un bassissimo utilizzo della possibilita', prevista dall'art.94 del D.P.R.n. 309/1990, di affidamento in prova dei detenuti tossicodipendenti al servizio sociale, per proseguire o intraprendere attivita' terapeutica; si stanno diffondendo forme di dipendenza legate al gioco d'azzardo, anche tra la popolazione studentesca; il consumo dell'alcol e gli episodi di ubriachezza tra gli studenti, anche se in flessione, meritano comunque particolare attenzione".
In materia di 'carcere e droga' e in tema di ludopatia Riccardi ribadisce il suo impegno: "Credo sia possibile, pur nel rispetto di un contesto di legalita' e sicurezza, intervenire sulla popolazione carceraria tossicodipendente, sia in attesa di giudizio, sia in fase di espiazione della pena, individuando misure alternative che possano da un lato alleggerire la gia' pesantissima situazione carceraria, dall'altro creare un concreto percorso di recupero.
In relazione alla ludopatia, l'iniziativa tende a tutelare, in particolar modo, i soggetti piu' deboli, come gli anziani e gli adolescenti, attraverso l'introduzione di una rigorosa disciplina sulla pubblicita' e sulla conoscenza dell'alea connessa al singolo gioco. Per le altre situazioni che ho ritenuto di evidenziare, ruolo fondamentale e' svolto dalle risorse finanziarie a disposizione".
"Nella Relazione si da' conto delle difficolta' economiche in cui si trovano, in modo non omogeneo su tutto il territorio nazionale, le strutture pubbliche e del privato sociale. E' evidente il danno che ne deriva all'intero sistema dei servizi per le dipendenze, che merita di essere sostenuto e rilanciato nella sua articolazione tra pubblico e privato, quale garanzia di offerta di interventi diversificati, volti ad accompagnare l'utente verso tutto il percorso di cura e riabilitazione.
Sotto il profilo della prevenzione, intesa nella sua accezione piu' ampia, pur nella consapevolezza che il problema delle dipendenze non riguarda solo i giovani, voglio sottolineare la valenza particolare che assume per le nuove generazioni. Anche in virtu' della delega a me conferita in materia di politiche giovanili, ritengo imprescindibile che - conclude - siano implementate le attivita' di formazione e di educazione alla salute, attraverso la trasmissione di regole e stili di vita sani in relazione all'uso di tutte le sostanze stupefacenti, all'abuso alcolico, al tabagismo e al consumo di farmaci non prescritti. E' necessario che le iniziative coinvolgano direttamente i giovani che devono essere soggetti attivi e consapevoli protagonisti della propria formazione".



fonte: Aduc


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