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mercoledì 22 agosto 2012
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Mentre aumentano le tensioni nell’eurozona, la Finlandia si sta preparando per una crisi totale della moneta. Secondo il Daily Telegraph, Helsinki non ha intenzione di accettare ulteriori bailout nascosti né un’unione fiscale mascherata. Il quotidiano cita un’intervista con Erkki Tuomioja, in cui il ministro degli esteri finlandese dichiara che Siamo tutti d’accordo che uno scioglimento dell’eurozona costerebbe di più nel breve e medio termine rispetto alla semplice gestione della crisi. Non esistono regole per l’abbandono dell’euro, ma è solo una questione di tempo. Alla fine il sud o il nord decideranno di staccarsi, perché questa convivenza forzata sta facendo soffrire milioni di persone e sta distruggendo il futuro dell’Europa. È una completa catastrofe. In questo modo finiremo i soldi, ma il problema è che nessuno vuole essere il primo a uscire e prendersi la colpa. In Austria un’intervista con Michael Spindelegger – vice-cancelliere, ministro degli esteri e leader del partito conservatore Övp – campeggia sulla prima pagina di Kurier sotto il titolo “Gli imbroglioni fuori dall’eurozona”. Spindelegger ha dichiarato al quotidiano viennese che Abbiamo bisogno di un modo nuovo per sbattere qualcuno fuori dall’unione monetaria, ovvero quei paesi che non rispettano gli impegni presi.
Se queste regole fossero esistite avremmo già visto il risultato. Secondo alcuni esperti interpellati dal quotidiano sulla proposta di Spindelegger, una Grexit comporterebbe “costi imprevedibili” per l’Ue e il rischio di un collasso dell’euro, “perché l’esclusione colpisce sempre i più deboli, e in futuro chiunque potrebbe ritrovarsi a essere il più debole”. I commenti arrivano a due settimane dalla pubblicazione di un’intervista concessa da Markus Söder alla Bild, in cui il ministro delle finanze bavarese ha sorpreso tutti dichiarando che la Grecia dovrebbe lasciare l’eurozona prima della fine dell’anno.


fonte: presseurop.eu tratto da frontediliberazionedaibanchieri.it


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