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sabato 4 agosto 2012
Christian Fernandez, 13 anni. Un anno fa - quando aveva 12 anni - ha ucciso il fratellino di due anni con un pugno in testa. I fatti sono accaduti a Jacksonville, in Florida (USA). Rinchiuso in carcere, nonostante la giovane età rischia l'ergastolo. Ha avuto un'infanzia difficile, e questo anziché essere una circostanza "attenuante" delle sue responsabilità, è considerata un'aggravante: per gli inquirenti è "un elemento pericoloso per la società" e ritengono che potrebbe reiterare il reato, e per questo sarà giudicato come se fosse un adulto. Se a giudicarlo fosse il tribunale dei minori rischierebbe al massimo 3 anni di reclusione, ma la legge americana consente di processare i minori con le stesse leggi previste per i maggiorenni nei casi di maggiore gravità. L'opinione pubblica americana è divisa a metà tra chi lo ritiene un delinquente e ritiene giusto il severo trattamento riservatogli e chi ritiene eccessive le misure adottate. Se il fatto fosse avvenuto in Italia, il bambino non sarebbe stato nemmeno imputabile, ovvero non avrebbe subito un processo ne dal tribunale dei minori, tanto meno dal tribunale ordinario. 



Francesca Tavanti - nocensura.com


1 commenti:

Emanuele Greco ha detto...

Se fosse successo in Italia avrebbero invitato il bimbo in TV, gli avrebbero dato i domiciliari in una ridente località vista mare ed il sabato avrebbe fatto delle serate in discoteca.

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