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domenica 29 luglio 2012

PISA - Lavorava come imbianchino ma a marzo era stato licenziato. L'uomo, 49 anni, padre di due figli, non accettava l'idea di non avere più un posto fisso. I servizi sociali, che lo seguivano da tempo anche perquestioni legate alla sua salute, erano comunque riusciti ad affidargli un contratto a progetto. L'altro ieri l'uomo è andato a sfogarsi con il sindaco. Poche ore dopo si è impiccato nei giardini pubblici vicino al Comune, a Terricciola (Pisa). La notizia del legame che potrebbe esserci tra il suicidio e il malessere per i problemi di lavoro è riportata dal quotidiano Il Tirreno.

A scoprire il cadavere, diverse ore dopo la morte, è stata una pattuglia dei carabinieri durante un giro di ronda notturna: anche la caserma è nelle vicinanze. Pure i militari conoscevano l'uomo e i suoi disagi che, però, non erano mai sembrati insuperabili, o almeno così gravi da condurre al suicidio. I servizi sociali avevano affidato al quarantanovenne un contratto a progetto pera un lavoro di pulizia delle strade nel comune di Terricciola. 


Alcune ore prima di impiccarsi, l'operaio aveva incontrato il sindaco di Terricciola, Maria Antonietta Fais. Con lei si era sfogato. Le aveva raccontato i suoi problemi, di come non riuscisse ad accettare la situazione in cui si era venuto a trovare. L'uomo non riusciva a controllare l'angoscia per aver perso il lavoro e il timore di non trovare più un posto fisso, oltre, probabilmente, a quello che anche l'impiego a progetto potesse non essere sufficiente a soddisfare le esigenze della famiglia. Fra le sue preoccupazioni, c'era quella di essere stato licenziato anche per il fatto di aver bisogno di frequenti incontri con lo psicologo. Come lui, però, altri operai della stessa azienda hanno perso il posto: la ditta non aveva più lavoro sufficiente per tutti.





fonte: Il Messaggero



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