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giovedì 12 luglio 2012

Rischia addirittura la pena di morte Bradley Manning, il soldato americano 23enne colpevole di aver fornito a Wikileaks alcuni file secretati. Accusato di oltre 20 capi d'accusa, tra cui il reato di "collusione con il nemico'", che prevede appunto la pena di morte, Manning è rinchiuso nella base di Quantico, in Virginia, in regime di massima sicurezza, e molti sono preoccupati delle condizioni della detenzione: la paura che subisca vessazioni dai militari è concreta, conoscendo l'ambiente. Il Ministero della Difesa USA intende punirlo in modo esemplare, "farne un esempio" con lo stile "punirne uno per educarne cento". Le amministrazioni USA sono sempre state molto indulgenti nei confronti dei propri militari, pronti a proteggerli gelosamente quando uccidono senza motivo o peggio per divertimento; quando emergono torture e violenze disumane di ogni tipo, come quelle del carcere degli orrori di Abu Ghraib, quando giocando alla guida di un jet da guerra tranciano i fili della funivia e fanno una strage, come avvenuto nel Cermis. Ma dinnanzi a un "tradimento" non c'è alcuna pietà. Manning viene trattato come se fosse una spia, come se avesse venduto informazioni vitali ai nemici, pur di aggravare la sua posizione ne hanno inventate di tutti i colori. Certamente un esercito non può tollerare che un soldato fornisca informazioni riservate ad un organo di informazione "non suddito" come Wikileaks, pronto a divulgare ciò che i mass media non pubblicherebbero mai, ma da qui alla pena di morte ce ne corre. In un'altra nazione probabilmente Manning sarebbe stato espulso, processato e condannato forse a qualche anno di reclusione, ma certo non avrebbero cancellato l'esistenza di un giovane 23enne in questo modo. Ma gli Usa, il regno delle potenti lobby alla quale è tutto concesso, non conoscono attenuanti nei confronti dei "deboli". Se anche sarà ritenuto colpevole solo della metà dei capi d'accusa di cui è accusato e riuscirà ad evitare la pena capitale, sicuramente passerà tutta la vita dietro alle sbarre. 

Probabilmente Manning era troppo umano e sensibile per fare parte di uno degli eserciti più spietati e sanguinari al mondo, i cui componenti si fanno immortalare a fianco di cadaveri, urinando su di essi, o calpestando inermi prigionieri.


Staff nocensura.com


1 commenti:

Anonimo ha detto...

Signori, prima di buttare in rete simili dicerie bisognerebbe sapere bene di che si parla e di che documenti si parla. Sono contro la pena di morte ma sono al servizio della verità. Voi accennate alle efferratezze dei soldati USA in guerra, ma voi siete a conoscenza di quello che succede a loro quando vengono catturati? Questo non è per giustificarli ma cercare di capire che i Santi sono solo in Cielo. In quanto a lobby anche l'Italia non è da meno, non giudicare se non conosci e non vedere il bruscolino nell'occhio di un tuo nemico quando nel tuo c'è una trave.

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