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mercoledì 11 luglio 2012
La città di Napoli e la sua amministrazione sono finite ancora sulla stampa estera. Stavolta però l’argomento che ha acceso i riflettori stranieri sul capoluogo campano non è l’emergenza rifiuti, l’allarme criminalità, una rassegna artistica o un nuovo picco della disoccupazione, ma una folta schiera di insetti che spunta dai tombini di vicoli e piazze.
NAPOLI, GLI SCARAFAGGI E LA STAMPA ESTERA – “Napoli si trova ad affrontare un nuovo problema per la salute”, si leggeva ieri su Le Monde. “Dopo i cumuli di immondizia che hanno paralizzato la città quattro anni fa – continuava il giornale francese – si deve affrontare oggi la proliferazione di scarafaggi che possono raggiungere i sette centimetri di lunghezza, fuoriusciti dalle fogne nei giorni scorsi”. La vicenda si è trasformata in un caso politico che ha visto alcuni esperti, medici e responsabili delle Asl lanciare l’allarme per i rischi per la salute e il sindaco Luigi de Magistris e i suoi uomini a minimizzare per tranquillizzare i cittadini.
CHI SONO GLI AGGRESSORI – Le blatte rosse protagoniste della storia sono una specie onnivora, vivono vicine all’uomo, si nutrono di residui alimentari, sono attratte dall’umidità e, per questo, vengono scoperte prevalentemente in ambienti umidi o malsani (prevalentemente cantine, sottoscala, fogne). La loro proliferazone dipende dalla cattiva manutenzione igienica dei tombini dalle quali stanno emergendo e dalla mancata rimozione delle uova nel periodo in cui vengono deposte. I rischi per l’uomo derivano dal fatto che gli scarafaggi rigurgitano parte del cibo ingerito precedentemente e sono quindi in grado di portare in strade e abitazioni ciò che hanno ingerito nelle fogne e negli ambienti malsani dove si nutrono, ed essere veicolo di virus e batteri responsabili di malattie.

BLATTE PERICOLOSE. ANZI, NO – A sollevare preoccupazione per la questione igienico sanitaria sono state le affermazioni di Maria Triassi, presidente della società italiana di Igiene e Medicina preventiva e sanità pubblica. Secondo quanto nei giorni scorsi affermato dall’esperta, le blatte possono diventare vettori di patologie come tifo, epatite A, salmonellosi e tossinfezioni alimentari.  Un’opinione diversa è stata espressa da un altro medico, l’epidemiologo Donato Greco, che ha sottolineato, invece, come le blatte rosse non siano associate alla “trasmissione di malattie infettive a ciclo orofecale per il semplice motivo  – ha spiegato – che anche se entrano in contatto con materiali fecali contenenti virus e batteri, non ne facilitano la moltiplicazione come invece fanno i molluschi crudi e altri alimenti favorevoli”. “Sono fenomeni di igiene urbana, non di salute umana”, ha chiarito Greco.
IL COMUNE IMBARAZZATO – Più o meno pericolose che siano, le blatte rosse hanno costretto le autorità cittadine alla difensiva. Con il vicesindaco Tommaso Sodano che promette immediati interventi dell’Asl per intensificare la disinfestazione, che fino allo scoppio dell’invasione avveniva per due strade per quartiere ogni notte”. E con il primo cittadino Luigi de Magistris che dal web rimproverava: “Ascoltando i media sembra che Napoli sia invasa dalle blatte, fenomeno presente ovunque. In pochi hanno però riportato le tabelle online sul sito del Comune, per assicurare che dal 16 aprile e i più date in tutti i quartieri sono attivi interventi di disinfestazione”.




L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO – Argomentazioni insoddisfacenti per Angelo Pisani, presidente dell’Ottava Municipalità della città partenopea, che ha auspicato un intervento della Procura della Repubblica “per accertare le responsabilità del caso” e ha chiesto addirittura le dimissioni dei vertici di Asl (Azienda sanitaria locale), Asia (azienda comunale per l’ambiente) e Comune. “I cittadini sono esaperati – ha commentato l’amministratore -, il territorio è invaso da blatte e topi grandi come gatti che mettono a rischio l’incolumità di residenti e bambini. Non sono mai state fatte disinfestazioni adeguate”. Torto o ragione?
IL DISAPPUNTO DELLA GENTE – I cittadini reagiscono tra loro in maniera diversa. Si lamenta chi ha vissuto in prima persona: “E’ pieno qua, gli scarafaggi di notte sono a centinaia, ci stanno invadendo il vicolo, è pieno”, hanno raccontato i napoletani infastiditi in questi giorni. E ancora: “Escono dalle fognature, ci invadono”, “Io li ho visti, sono anche volanti, veramente”, sono alcune delle espressioni preoccupate raccolte dalla stampa. Sul web gli utenti postano alcuni vecchi articoli che raccontano di presenza di blatte, o anche di topi, in città come Milano e Torino. L’ultima, piccola ma grande battaglia di una città afflitta da piccoli e grandi problemi.



fonte: Giornalettismo



1 commenti:

Anonimo ha detto...

Blatte a Napoli???? E Bologna, non è mica messa meglio!!!!!

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