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mercoledì 18 luglio 2012

monti
Il governo ha letteralmente SCIPPATO 80 milioni di euro che i cittadini italiani hanno spontaneamente devoluto alle associazioni "non profit" che si dedicano, per fare alcuni esempi, ai malati di celiachia, malati di leucemia, bambini sordociechi, malati di sclerosi multipla, adozioni internazionali, ospedali di guerra, medici di guerra.

Emergency, Medici senza Frontiere, Lega del Filo D'Oro, Associazione Leucemie hanno chiesto spiegazioni, e il Ministero del Welfare ha fatto scaricabarile sul Ministero dell'Economia, che invece non ha neppure risposto. L'ENNESIMA BARBARIE TACIUTA di un governo che ha prodotto 390.000 esodati, ha agevolato il pignoramento delle pensioni da parte di equitalia, ha tagliato fondi alle persone non autosufficienti, dimostrando la mancanza della MINIMA umanità. E cosa ancor più grave, NELL'INDIFFERENZA GENERALE.

Di seguito l'articolo di "vita.it NON profit"

Da più di un mese il ministero dell'Economia tace sul taglio del 5 per mille 2010. Successo per la petizione lanciata da Vita

Il governo tace sul "4 per mille" del 2010. A oltre un mese dal lancio della petizione promossa da Vita per sapere che fine abbiano fatto 80 milioni sottratti all'edizione 2010 del 5 per mille, il ministero dell'Economia continua a non rispondere a una semplice domanda: dove sono finiti quei fondi? Perché sono stati sottratti alle associazioni non profit cui gli italiani li avevano destinati? Una vicenda che a questo punto ha del grottesco, e che vale la pena riassumere per sommi capi.

Il conteggio
Il 21 maggio Il Sole 24 Ore fa due conti e scopre che al 5 per mille 2010 mancheranno 80 milioni. E non per volontà dei contibuenti, anzi. Giunto alla quinta edizione, questo prezioso strumento di sussidiarietà fiscale aveva talmente conquistato gli italiani da convincere ben 16,1 milioni di loro a firmare per destinarlo a onlus, associazioni di ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive e comuni, raggiungendo la raccolta record di 463 milioni di euro. Peccato che di quei 463 milioni solo una parte, ovvero 383, arriveranno nelle casse dei beneficiari. Il resto semplicemente non sarà devoluto, arenandosi nelle secche di qualche voce di bilancio non meglio identificata. "Sforbiciata da 80 milioni" sintetizzava il Sole24Ore, ribadendo che, a conti fatti, quel  per mille di due anni fa in realtà sarà un misero 4 per mille. Tradotto in soldoni, ogni ente beneficiario vedrà le proprie entrate decurtate del 17%.
La petizione
Vita e molte associazioni, di cui parecchie del Comitato editoriale, non stanno a guardare, e il 25 maggio lanciano una petizione al governo, e in particolare al ministero dell'Economia, in cui si chiede "in nome della trasparenza e del corretto rapporto tra amministrati e amministratori, una risposta articolata e ufficiale" sulla questione. I promotori sono AIL; AIC - Associazione Italiana Celiachia ; AIRC; AISM; Amnesty International; ASSIF; Cesvi; CINI; Emergency; FAI; Lega del Filo d'Oro; Medici senza frontiere; Save the Children; Terre des Hommes; Vita magazine; WWF. A oggi la petizione ha raccolto oltre 2500 firme (per aderire clicca qui).
Il rimpallo
Il sottosegretario al Welfare, Cecilia Guerra, interpellata da Vita sulla delicata questione ha rimandato ogni responsabilità al ministero retto dal premier Mario Monti. "Noi riceviamo ordini dalla Ragioneria dello Stato, che ci comunica gli importi del 5 per mille da distribuire agli aventi diritto. Non possiamo intervenire sul quantum in nessun caso, meno che mai per un 5 per mille del 2010. Certo, capisco che se il taglio fosse davvero di 80 milioni sarebbe un problema, ma l'unico che può intervenire è il ministero dell'Economia", ha specificato il sottosegretario. Il ministero dell'onorevole Guerra è incaricato della distribuzione materiale delle quote del 5 per mille, e gli uffici di via Fornovo a Roma hanno lavorato nelle scorse settimana per erogare le somme "decurtate" del 2010. Ma - come ha precisato ancora Guerra - "il ministero delle Politiche sociali non gestisce il 5 per mille, lo destina soltanto. Se effettivamente i milioni da erogare fossero molti meno di quelli decisi dagli italiani, l'unico titolato a intervenire in qualche modo sarebbe il ministero dell'Economia".
Il silenzio
Detto, fatto. Il 29 maggio Vita inoltra formale richiesta al ministero dell'Economia per conoscere appunto che fine abbiano fatto gli 80 milioni spariti (c'è chi dice: scippati). Ma ad oggi - più di un mese dopo - sia il premier Monti, titolare dell'Economia, sia il suo viceministro Grilli non hanno dato segni di vita, trincerandosi dietro un burocratico silenzio. "Gli uffici competenti non ci hanno ancora risposto", è il ritornello che ripetono come un disco rotto dall'ufficio del portavoce del ministero dell'Economia, Filippo Pepe. E se pensiamo che proprio Monti e Grilli hanno promesso di stabilizzare il 5 per mille entro l'anno (come previsto nero su bianco dalla delega fiscale), qualche pensiero ci viene, e questa mancanza di parole suona ancora più ingiustificata. E intanto, mentre anche L'Espresso dà voce alla protesta, nessuna risposta è arrivata neppure alle due interrogazioni parlamentari urgenti (sic!) dello stesso tenore presentate  un mese fa dagli onorevoli Andrea Sarubbi e Chiara Moroni. Una situazione davvero grave, un silenzio quasi omertoso che il non profit iitaliano davvero non si merita e che ci auguriamo finisca al più presto.


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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Auguro a coloro che vengono definiti potenti di non avere mai un figlio o un caro ammalato, siete patetici, non vi vergognate a vedervi allo specchio la mattina, speculare sul dolore è ignobile, meglio morti di fame ma con ancora la dignità che ricchi e potenti senza una coscienza come siete voi.

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