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mercoledì 11 luglio 2012
di Carlo Sferrazza per nocensura.com


Brindisi: oltre al danno la beffa
Il servizio sanitario pugliese non copre le spese mediche per le ragazze coinvolte

Dopo l'attentato di Brindisi in cui, oltre alla tragica morte di Melissa Bassi, sono rimaste gravemente ferite altre cinque ragazze, tutta l'Italia si era scatenata tra fiaccolate, striscioni, beneficienza e solidarietà per queste vittime. Cosa che non solo le aiutava a superare lo shock dell'attentato, ma che evitava una pericolosa solitudine.
Invece, come molto spesso accade, queste famiglie hanno dovuto fare i conti con un ostacolo che nel nostro paese è divenuto quanto mai insormontabile: la burocrazia.
Subito dopo l’attentato, la Regione Puglia aveva stanziato per loro un fondo di 200mila euro. Ad oggi, però, nessuno ha visto un euro. Già il denaro destinato alle famiglie non sembrava adeguato ai costi che queste persone sostengono ormai da oltre un mese, le lungaggini del nostro apparato burocratico stanno facendo il resto.
Al momento, l’unico sostegno economico di carattere pubblico su cui possono contare è quello del Comune di Mesagne, che ha messo a disposizione mille euro per ogni ragazza ferita.

A denunciare i fatti è il quotidiano "Libero", il quale ci informa anche di un altro agghiacciante particolare: Il servizio sanitario della Regione Puglia, infatti, non copre le spese necessarie alle cure delle cinque ragazze ferite lo scorso 19 maggio. Per ironia della sorte, o meglio del prontuario della sanità pubblica, le creme che dovrebbero alleviare il dolore fisico delle giovani vittime di Vantaggiato rientrano nella categoria dei trattamenti estetici e non sanitari. In altri termini, è come se fossero dei cosmetici impiegati per rendere più gradevoli le fattezze delle ragazze. Spiegarglielo a chi ha ustioni tra il 25 e il 60% del corpo non deve essere un compito semplice.

Carlo Sferrazza


1 commenti:

luigimeni ha detto...

non c'è bisogno di insultare ,tanto certa gente non merita nemmeno questo, sono comunque vicino alle famiglie delle ragazze e sarebbe opportuno che i responsabili del comune partendo dal Sig. Sindaco intervenisse come di dovere.Luigi Meni bergamasco

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