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sabato 23 giugno 2012

Il signoraggio bancario
Capire con semplici parole cosa sta accadendo nella nostra società


di Carlo Sferrazza per nocensura.com

Un argomento spesso taciuto, o fatto tacere da giornali e televisioni è quello del signoraggio bancario.
Di cosa si tratta di preciso? Quando e come nasce questo fenomeno? E, soprattutto, perché è così nocivo per la società? Quali danni può apportare ad una società moderna e sviluppata? Che legami ha con il debito pubblico di cui siamo schiavi?

Procediamo con ordine facendo un piccolo excursus storico.


Come noto, la prima forma di commercio conosciuta dall'uomo era il baratto. Si scambiava, in pratica, ciò che si aveva con ciò che si voleva. Chiaramente il valore di un oggetto era direttamente proporzionale alla sua reperibilità (ad es. 1 uovo=5 mele).
Tale struttura economica, però, presentava parecchi inconvenienti, sia perché era effettivamente difficile avere sempre con sé la quantità di merce da scambiare (magari la gente non girava con una decina di mele in tasca per effettuare qualche scambio), sia perché gli scambi non sempre soddisfacevano entrambe le parti, sia perché, poiché il valore dei beni era dato dalla loro diffusione, questo poteva cambiare da un posto all'altro.


Si sente, così, l'esigenza di modificare il sistema economico/commerciale, attraverso l'introduzione della
moneta.


Il materiale di cui erano composte le monete, era quello ritenuto più prezioso, l'oro, il quale aveva un cosiddetto valore reale, ossia un valore oggettivamente riconosciuto, a prescindere dal luogo nel quale ci si trovava. Ogni diversa moneta aveva un proprio valore reale, dato dal peso, dal tipo di materiale utilizzato (oro, argento, rame..) e dalla quantità di quel materiale presente nella moneta.
Accade, a questo punto, che, da una parte per ottimizzare le spese di conio, ma dall'altra per trarre un illecito guadagno, i re, gli imperatori o chiunque si trovasse al potere, diminuivano le percentuali di oro all'interno della moneta facendo diminuire effettivamente il suo valore reale e, allo stesso tempo, creando un cosiddetto valore nominale, ossia, indipendentemente dai materiali utilizzati per fabbricarla, quella moneta assume un determinato valore perché c'è uno Stato che garantisce che ne abbia, anche se di per sé non vale nulla.
Lo stato diventa dunque proprietario di tutta la moneta reale ed obbliga i cittadini ad usare la sua moneta. Se fallisce lo stato falliscono tutti i cittadini. In questo modo, non solo lo stato ha creato ricchezza dal nulla, ma ha anche obbligato i cittadini alla totale fedeltà.

Dal Medioevo in poi le banche private hanno contribuito all'evoluzione di questo processo, attraverso la stampa di
lettere di cambio. Si tratta, in pratica, di pezzi di carta ai quali è attribuito un valore economico pari ad una determinata somma di monete che il cittadino depositava nella banca stessa. Si poteva riottenere il proprio oro riscambiandolo con queste lettere. Per dirla in parole semplici, si tratta degli antenati delle odierne banconote o assegni.
Con il tempo, però, le lettere di cambio perdono la loro funzione primaria, in quanto iniziano ad essere utilizzate come vere e proprie banconote, per cui iniziano ad essere scambiate non per l'oro depositato, ma con beni qualsiasi nei semplici rapporti di compravendita.

Le banche, allora, iniziarono a sfruttare a loro vantaggio la situazione emettendo più lettere di cambio. Ciò era loro possibile poiché era effettivamente improbabile che tutti rivolessero indietro il proprio oro contemporaneamente. Le banche in pratica avevano iniziato a creare moneta dal nulla. La vita sociale ed economica dello stato inizia così ad essere regolata dal valore nominale della moneta. Il cittadino perde qualsiasi contatto con il valore reale.
Il potere delle banche giunge all'apice nel momento in cui queste riescono a prestare il loro denaro ai Governi. Dal 1600, banche e stati diventano, per reciproca convenienza, soci, con la nascita della Banca Centrale.
La Banca Centrale stampa e presta denaro, sia alle altre banche, sia allo Stato, che, in cambio, le garantisce il monopolio della produzione della moneta.
Poiché però la Banca centrale deve (in teoria) in ogni momento essere in grado di restituire il valore reale ai suoi cittadini, essa conserva un decimo della moneta nominale battuta in apposite riserve d'oro: la cosiddetta riserva frazionaria (http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria). I restanti 9/10 sono messi in circolazione all'interno dello stato.
Questa enorme immissione di denaro creato dal nulla, finisce inevitabilmente per creare una maggiore povertà, a causa dell'inflazione.
Più un bene è diffuso, minore è il suo valore. Tanto maggiore è la quantità di denaro in circolazione, tanto minore è il suo valore effettivo, tanto più i prezzi aumentano. Inoltre, Più i prezzi si alzano, più si alzano anche le retribuzioni.


La situazione, dunque, sembra essere del tutto invariata. Dove sta il trucco?

Il trucco sta nei tempi e nei modi con cui il nuovo denaro arriva nelle mani dello Stato, delle banche, dei lavoratori e di tutto il mondo produttivo.
Quando il denaro giunge allo Stato e ad i grandi istituti finanziari, l'inflazione è ancora all'inizio, e, per farla semplice, le cose hanno ancora il prezzo vecchio. Questi istituti sono, quindi, più ricchi.

Quando il nuovo denaro giunge, invece, al lavoratore, l'inflazione è ormai in atto, per cui anche i prezzi si sono alzati.

A causa della prima guerra mondiale, per ottenere maggiori finanziamenti bellici, gli stati europei obbligarono le banche ad interrompere il rapporto (di cui prima) di 1/10 tra moneta emessa e moneta posseduta. La stessa cosa fecero anche gli U.S.A. nel 1971, lasciando, così, la produzione di denaro totalmente slegata dalla ricchezza effettivamente posseduta: le banche sono totalmente libere di creare e stampare moneta dal nulla, prestarla agli Stati e riscuotere gli interessi.

Come fa lo Stato a ripagare il proprio debito? Dove prende i soldi per saldare? Dalle nostre tasche!
Ecco spiegata la tanto famosa nozione di Debito Pubblico.

In pratica lo Stato ottiene soldi stampati dal nulla dalle banche, le quali, applicano al prestito un elevato tasso di interesse. Lo Stato si trova giuridicamente costretto a saldare il proprio debito comprensivo di interessi, per cui tassa i cittadini per ottenere la liquidità necessaria.

Ci si trova nella situazione paradossale in cui pochi privati (le banche) si stanno arricchendo sulle spalle di interi stati.

Si commette, infatti, un fatale errore nel momento in cui si crede chele banche siano istituti pubblici.
Guardiamo i partecipanti al capitale della Banca d'Italia, ad esempio (
http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf).
Se escludiamo INPS e INAIL (la cui quota è comunque inferiore al 10%), notiamo che oltre il 90% delle azioni e del capitale è posseduto da S.p.A., da privati dunque! Gruppi come "Intesa San Paolo S.p.A.", "UniCredit S.p.A.", "Assicurazioni Generali S.p.A.".

Un'ulteriore prova del fatto che siano le banche stesse a stampare le banconote che ciascuno di noi conserva gelosamente nel proprio portafogli è data dalla carta stessa. Basta analizzare attentamente tanto le vecchie Lire (http://www.battifolle.it/Lavori/la%20lira%20italiana/La%20Lira%20-%20500.000.jpg) quanto gli Euro (http://sovranidade.org/wp-content/uploads/2011/01/500euro.jpg).
Nel primo caso si può notare sia la scritta "Banca D'Italia", in basso, dove dovrebbe, invece comparire "Repubblica Italiana", sia la firma del Governatore "Antonio Fazio", laddove dovrebbe, al contrario, esserci la firma del presidente della Repubblica.
Passando al secondo caso, quindi all'Euro, poiché si tratta di moneta unica e sovranazionale, l'ente che si occupa della stampa e della diffusione di tale moneta è la BCE, la Banca Centrale Europea.
Se si osserva bene in alto, accanto la cifra appare l'acronimo "BCE (Banca Centrale Europea)" nelle varie lingue. (ECB,EZB EKT....).

Osserviamo, adesso, la vecchia banconota da 500 Lire (
http://www.cartamonetaitaliana.it/banconote/d/49-2/500+lire+Repubblica+Italiana+-+Aretusa), che aveva corso legale in Italia, prima dell'avvento delle banche.

Notate le differenze?

Nel 2005 la FED (Federal Reserve, ovvero la banca centrale USA) ha dichiarato che non comunicherà più il tasso di parità con l’oro. Cioè non solo dal 1971 non c’è più un rapporto definito tra oro posseduto e moneta emessa, ma ora questo rapporto sarà tenuto nascosto.

Il sistema creato si regge su due pilastri: Banche e Stati, ovvero il sistema economico e il sistema politico. Ad entrambi conviene, per ragioni diverse, che il giochetto vada avanti, a discapito, come sempre dei cittadini.

“I sistemi bancari moderni producono moneta dal nulla. Il procedimento è forse la più stupefacente truffa che sia mai stata escogitata dall’uomo.
L’attività bancaria è stata concepita nell’iniquità ed è nata nel peccato. I banchieri possiedono l’intero globo; toglieteglielo, ma lasciate loro il potere di creare credito e con un colpo di penna creeranno abbastanza moneta da comprarselo di nuovo. [...]
Se volete essere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, allora lasciate alle banche il potere di creare la moneta.
(Lord Josiah Stamp, Presidente della  Bank of England negli anni ’20 la seconda banca più ricca nel Regno Unito)

Se la gente capisse la natura del nostro sistema monetario e creditizio avremmo una rivoluzione domani mattina presto. " ( Henry Ford )



di Carlo Sferrazza


VEDI ANCHE: Informati e fai conoscere il SIGNORAGGIO BANCARIO!


1 commenti:

Anonimo ha detto...

<sara tommasi ha spegato meglio il concetto.

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