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mercoledì 20 giugno 2012

di Carlo Sferrazza per nocensura.com




Era il 12 Gennaio 2012 quando la camera dei deputati si opponeva, con voto segreto, all'arresto di Nicola Cosentino, ex coordinatore regionale del Pdl in Campania, accusato di avere legami di affari e politici con i clan dei Casalesi. "Riciclaggio e corruzione con l'aggravante del metodo mafioso", queste le parole dei pm napoletani.

In quell'occasione, grazie al voto segreto, il parlamentare riuscì a sfuggire alle grinfie della giustizia, cavandosela unicamente con la rassegna delle proprie dimissioni, poi accolte da Silvio Berlusconi.
Come non ricordare le urla di gioia esplose dalla parte destra della camera dei deputati, come dimenticare le parole dello stesso Cosentino, che si è detto “vittima di un trattamento ingiusto e di un’aggressione mediatica, politica e in parte giudiziaria".
Morale della favola? Cosentino è rimasto impunito.

Più recentemente, il 6 Giugno, un altro caso analogo, quello del senatore del PdL Sergio de Gregorio, accusato di una truffa da 23 milioni di euro nell'inchiesta sull'Avanti.
Anche in questo caso voto segreto. Risultato? 169 contrari all'arresto contro 109 favorevoli.

Due reati, concorso esterno in associazione a delinquere nel primo caso e riciclaggio di denaro nel secondo, che ordinariamente condurrebbero in carcere i colpevoli.

Domani, 20 Giugno 2012, si procederà in aula con la votazione sull'arresto di Luigi Lusi, ex tesoriere de "La Margherita", accusato di appropriazione indebita per aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali del partito.

Fortunatamente, stando alle dichiarazioni dei maggiori esponenti del PD, la votazione in aula non si terrà con scrutinio segreto.

Queste le parole di Anna Finocchiaro: ''Chi ha a cuore la dignità del Parlamento domani non si deve nascondere dietro un voto segreto. Il Pd ha parlato chiaro e si comporta con trasparenza: noi vogliamo il voto palese e diremo sì, in ogni caso, alla richiesta di arresto per Lusi perché riteniamo che ci siano tutte le ragioni per una risposta affermativa. Ci auguriamo che anche gli altri gruppi parlamentari facciano altrettanto''.

Questa la risposta del parlamentare che rispecchia il volere dell'intero partito, nonostante la lettera dello stesso Lusi con il quale chiedeva ai colleghi di votare contro l'arresto.

L'auspicio, a questo punto, è che vi sia semplicemente parità di trattamento tra un qualsiasi cittadino che commette un reato ed un parlamentare, sperando che il famoso motto di Antonio Di Pietro, "La legge è uguale per tutti, tranne che per i politici", non trovi un fondo di verità anche questa, ennesima, volta.

Carlo Sferrazza




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