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lunedì 11 giugno 2012
euro reddito e1339417952203 LEuro e il reddito degli italiani, ecco chi ci ha guadagnatoDi Paolo Ribichini


L'introduzione della moneta unica ha causato un ''travaso'' di ricchezza. Ma ora anche gli imprenditori piangono
“Prima dell’Euro eravamo più ricchi, poi i prezzi si sono raddoppiati”. Di frasi fatte sulla perdita di potere d’acquisto da parte degli italiani dall’introduzione della moneta unica ad oggi, ne abbiamo sentite un’infinità. Così tante che talvolta ci si convince che “tutto è raddoppiato ma gli stipendi sono rimasti quelli”. Certo, dal 2002 ad oggi in Italia l’inflazione ha davvero eroso il potere d’acquisto degli italiani. Ma non di tutti. Anzi…
Con l’Euro gli operai si sono impoveriti, gli autonomi no. Se è vero che dall’inizio della crisi il quadro è decisamente peggiorato e una contrazione del reddito si è fatta notare un po’ in tutte le categorie lavorative, negli anni Duemila il potere d’acquisto degli italiani, presi nel proprio complesso, è aumentato grazie ad un reddito reale che è cresciuto – secondo i dati di Bankitalia – del 6,19%. Pare assurdo, eppure, andando a guardare con attenzione i dati, ci si accorge che non per tutti il decennio da poco concluso è stato positivo. Operai, apprendisti e commessi hanno visto una consistente riduzione del proprio reddito annuale con una diminuzione del 3,3% in dieci anni. Ad arricchirsi, invece, i lavoratori autonomi, come commercianti, imprenditori, professionisti. In parte avvantaggiati dalla corsa a rialzo dei prezzi subito dopo l’introduzione dell’Euro, hanno visto crescere il proprio reddito del 15,7%. Un vero e proprio travaso di ricchezza che ha portato ad una maggiore disparità sociale.

Con la crisi anche gli imprenditori piangono. La crescita del reddito dei lavoratori autonomi sarebbe stata anche più ampia se non ci fosse stata la crisi. Infatti, dal 2007 anche commercianti, imprenditori e professionisti hanno avuto un calo di circa il 9% del reddito reale, calo non compensato da maggiori entrate di operai e apprendisti. Anzi, questa categoria ha visto, dal 2007 un crollo verticale del proprio potere d’acquisto (-8,5%). Ma i manovali sono in “buona” compagnia”. Anche i dirigenti d’azienda hanno visto calare (anzi, crollare), il proprio reddito: -13%. Una notevole contrazione anche se non può essere confrontata con quella di chi guadagna poco più di mille euro al mese.
Il ceto medio galleggia. Tiene, incredibilmente, il ceto medio. Insegnanti, quadri ed impiegati hanno mantenuto sostanzialmente invariati i propri redditi, mentre hanno addirittura visto aumentare il proprio potere d’acquisto i pensionati con una crescita pari al 3,3%.

fonte: dirittodicritica.com



2 commenti:

Luca C. ha detto...

io dal 96 al 2009,sono stato un libero professionista,un padroncino o autotrasportatore con furgone,lavoravo come corriere espresso,ma con il passaggio all'euro,col cavolo che mi sono arricchito,gli aumenti annuali nelle tariffe giornaliere,si sono bloccati,mentre le spese (gasolio e tasse),sono schizzate su come una molla..di conseguenza mi sono trovato ceh alla fine il mio stipendio mensile era come quello di un'operaio (1200/1300 euro netti),ma senza tredicesima,e se fai un mese di ferie nell'arco di tutto l'anno,non hai nemmeno 12 mensilità..con poi le spese di mantenimento furgone,senza mutua,e con una pensione che sarebbe stata al minimo sindacale...forse i negozianti si saranno arricchiti,ma non si può generalizzare tra i liberi professionisti,per la nostra categoira è stato totalmente il contrario.

Roberto el cinghial Giorgiutti ha detto...

Son un artigiano e devo dire che quello che scrivete non mi sembra affatto vero, dopo l' euro non ho avuto alcun beneficio, anzi,la materia prima è raddoppiata ed il lavoro è costantemente calato,se con la lira vivevo bene con l' euro mi sono ritrovato, giorno dopo giorno sempre più in difficoltà.

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