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sabato 9 giugno 2012
fracking8.jpg
Clamorosa scoperta della prof. D'Orsogna: il fracking in Italia si fa dal 2009, e quel che è peggio si fa con lo sporchissimo carbone.
La discussione sul fracking e il collegamento con i terremoti, specialmente con quello in Emilia, continua. Per fortuna direi: perché questi sono argomenti da "addetti ai lavori" ed è una cosa ottima che anche i cittadini se ne interessino. (foto: flickr)

Sappiamo già che sia il fracking che le altre attività di esplorazione e trivellazione possono causare sismi; ma io stessa ho smentito il collegamento tra terremoto in Emilia e fracking perchè, dati e leggi alla mano, il fracking in Italia non si può fare.
Ebbene: Maria Rita D'Orsogna, la superesperta di attività petrolifere in Italia ormai nota anche al grande pubblico, ha dimostrato oggi con una lunga e articolata ricerca -con dati, fonti e pezze d'appoggio- che ciò non è vero. Che in Italia il fracking si fa eccome, fin dal 2009. Senza farlo sapere.
E si tratta di fracking ancora peggiore di quello sul petrolio e sul gas, perché coinvolge il carbone. Ecco un estratto mozzafiato dal post di Maria Rita:

A un certo punto, mi imbatto in questo altro articolo della Independent Resources, e le sue altre concessioni in Italia.
Al momento, il cuore delle attivita' di svilupppo della Indepedendent Resources includono un importante centro di stoccaggio sotterraneo di gas, una nuova sorgente di gas non-convenzionale in terraferma in Italia, e una nuova sorgente di petrolio convenzionale in Tunisia.
Rabbrividisco: "unconventional gas" vuole dire una cosa soltanto: fracking.
Non posso crederci.
Rileggo la frase tre volte.
Clicco su un altro link.
Non mi importa di essere stata smentita dalla prof. D'Orsogna, persona di eccezionale spessore umano e competenza scientifica; mi dispiace molto, invece, il dover constatare ancora una volta che non esiste legge, non esiste prassi, non esiste certezza che non venga infranta dai nostri prenditori senza scrupoli.
Non mi ci abituerò mai.



fonte: petrolio.blogosfere.it



3 commenti:

Gormilvecchio ha detto...

Non sono d'accordo su quello che viene sempre propagandato come possibile causa di questi sismi ricorrenti: prima di tutto vorrei soffermarmi sulla questione del gas iniettato sotto il terreno vicino alle zone colpite dal terremoto: quando si parla di "cavità sotterranee dove iniettare il gas" non ci si riferisce a caverne (quelle esistono solo dei libri di Jules Verne) ma a rocce molto porose.
E' quindi improbabile che iniettare gas in questi luoghi crei una differenza sostanziale tale da innescare terremoti.
Poi per quanto riguarda il Fracking sono dello stesso motivo: non è possibile favorire un terremoto con questo metodo, anche se si fratturano le rocce, perchè è un intervento locale che non può coinvolgere così tanto terreno da essere così determinante.
Sono dell'idea però che il Fracking aumenti i danni causati da un eventuale terremoto, siccome questo processo è alquanto invasivo.

Ringrazio per il diritto di replica; spero qualcuno voglia commentare e, nel caso, illuminarmi sulla mia eventuale ignoranza

Anonimo ha detto...

LA PENSO PIU' O MENO COSI' COME TE, NELL'IDEA DA IGNORANTE CHE MI STO FACENDO PIAN PIANO. AD OGNI MODO IN PIANURA PADANA PER LA MAGGIOR PARTE SI COLTIVANO IDROCARBURI, E SI LEGGE CHE ESTRAGGONO GAS METANO. QUI C'E' CHI PENSA A BUON TITOLO CHE QUESTA ATTIVITA' NON SIA PRATICATA IN QUANTO NON PRATICABILE IN UN TERRITORIO CHE 'POGGIA' SU STRATI D'ARGILLA SOSTENUTI DA SACCHE DI METANO. MA TALE PRATICA E' LARGAMENTE DIFFUSA IN EMILIA ROMAGNA ( http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/elenco.asp?tipo=ICT ).

E CI STANNO FACENDO PARECCHIA RICERCA, VOGLIONO APRIRE NUOVI SITI ( http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=3104 ): VEDI AREE VERDI DEL PDF ( http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/cartografia/tavole/titoli/EMILIA%20ROMAGNA.pdf ). STRANO, NELLA STESSA AREA, DI STESSA CONFORMAZIONE GEOLOGICA DI PIANURA ALLUVIONALE, A NORD DEL PO VENETO E LOMBARDIA NON HANNO USANZA DI TOGLIERSI IL METANO DA SOTTO LE CHIAPPE.

HO SENTITO DI CHI DICE CHE SI PUO' RIMPIAZZARE IL GAS ESTRATTO CON L'ACQUA, PER NON LASCIARE 'VUOTO'; NON SO SE SIA VERO O POSSIBILE, DI SICURO L'ACQUA NON HA LA CARATTERISTICA MECCANICA DI ESSERE COMPRIMIBILE COME LO SONO I GAS.

PENSO CHE UNA COSA DEBBA, DOVREBBE ESSERE EVIDENTE: DATO CHE ORA L'EMILIA SI E' RIVELATA AREA SISMICA, E CHE L'EDILIZIA PRENDERA' SICURAMENTE(?) ATTO DI QUESTO, ANCHE LE GRANDI OPERAZIONI GEOLOGICHE DOVREBBERO DIVENTARE MOLTO PIU' PRUDENTI, ED A TAL FINE SAREBBE NECESSARIO STABILIRE NUOVI PARAMETRI, FARE NUOVI STUDI, PRIMA DI OPERARE.

DOBBIAMO DUNQUE VIGILARE ED ACCERTARCI CHE CON TALI OPERAZIONI NON CI TOLGANO SOSTEGNO DA SOTTO I PIEDI.


CONCLUDO, OGGI HO PARLATO CON UN IMPRENDITORE DI SANT'AGOSTINO CHE FORTUNA SUA HA AVUTO DANNI LIMITATI ALLA MERCE, SALVE LE STRUTTURE: LO STATO E' ASSENTE, I FONDI CHE PROMETTE ALLE AZIENDE RIDICOLI. NON PARLIAMO DEI PRIVATI: QUI LO STATO E' INESISTENTE. VERREBBE DA INNEGGIARE ALLA RIGIRASVOLTA.

SUL FRACKING: http://www.greenstyle.it/shale-gas-e-fracking-esperimenti-anche-in-italia-9982.html

Miguel Angel Martìnez Giovanola ha detto...

... PERSONALMENTE PENSO: ...CHE QUESTI MOVIMENTI TELLURICI, NON ABBIANO UNA MATRICE NATURALE,....QUALCOSA DENTRO DI ME MI PUNTA SUL PROGETTO H.A.A.R.P.....H.L.V.S.

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