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domenica 24 giugno 2012
Immagine tridimensionale di una cellula infettata dal virus Hiv (fonte: Benjamin Chen)
Alcuni ricercatori italiani dell'Istituto Superiore di Sanità scoprono una cura rivoluzionaria, la prima non permanente, che spezzerebbe le catene ai malati, costretti fino ad oggi ad una terapia costosa e permanente, per tutta la vita. La sperimentazione ha dato ottimi esiti, ma non ci sono i soldi per continuare la ricerca.

NON è POSSIBILE CHE CI SIANO I SOLDI PER I CACCIABOMBARDIERI, PER I PRIVILEGI DEI PARASSITI E NON CI SIANO PER UNA RICERCA DI QUESTO TIPO!!!
Cercheremo di prendere contatto con l'equipe in oggetto e se necessario lanceremo una mobilitazione per fare pressione al fine di trovare finanziamenti. 

Staff nocensura.com

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Italiani scoprono cura Aids 'non per tutta la vita'
Terapia messa a punto dall'Iss


di Manuela Correra

Per i pazienti affetti da Aids potrebbe rivelarsi una svolta epocale: la fine della 'schiavitu'' dei farmaci a vita. Un team di ricercatori dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) ha infatti messo a punto una nuova terapia, basata su un cocktail di medicinali, che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus in assenza di trattamento farmacologico.

I test effettuati sui macachi hanno dato ottimi risultati, e tutto e' pronto per l'avvio dei test sull'uomo. A patto, pero', che si risolva il 'nodo' legato ai finanziamenti. La portata dello studio italiano, pubblicato oggi su PLOS Pathogenes, e' notevole: apre in pratica la strada alla possibilita' di interruzione definitiva del trattamento farmacologico per tutta la vita cui oggi i pazienti sono costretti. Guidati da Andrea Savarino, i ricercatori hanno messo a punto uno specifico cocktail di farmaci che, somministrato per un limitato periodo di tempo, è stato capace di indurre nell'organismo animale l'autocontrollo dell'infezione a seguito della sospensione della terapia. Ai macachi, spiega Savarino, ''abbiamo somministrato il cocktail per sei mesi e poi sono state sospese le terapie; da 9 mesi i macachi, cui non vengono piu' somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiche' mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell'uomo''.

La prudenza, pero', e' d'obbligo: ''Il modello di studio sui primati - osserva l'esperto - e' il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all'uomo. Ci sono cioe' buone potenzialita' che tali risultati siano traslabili all'uomo, ma per poter dare una valutazione definitiva sara' fondamentale l'avvio dei test clinici''. L'obiettivo, dunque, e' quello di eliminare il virus direttamente nei suoi reservoir, nei "santuari" nei quali è custodito: ''Questa è la prima volta - sottolinea Savarino - che una strategia farmacologica produce effetti stabili sul controllo della malattia. A seguito all'interruzione della terapia - spiega - il virus prova ad "eludere" il controllo immunitario, ma è ricacciato costantemente a livelli bassi. Ne consegue che la carica virale, a seguito della interruzione della terapia, si mantiene a livelli nettamente più bassi rispetto a quelli precedenti il trattamento". Un ruolo chiave, in particolare, e' rivestito da due farmaci del 'cocktail' utilizzato: il maraviroc, che limita la proliferazione dei compartimenti cellulari in cui risiede il virus "nascosto", ed il composto a base di sali di oro auranofin. E' inoltre importante rilevare, precisa l'esperto, ''che tutti i farmaci utilizzati sono già approvati per uso clinico sugli esseri umani, il che facilita il passaggio della sperimentazione dal modello animale ai trial clinici''.

Lo studio, commenta il presidente Iss Enrico Garaci, e' di grande importanza aprendo la strada ad una ''cura definitiva'' dell'Aids. Il che significherebbe anche un notevole risparmio, in termini di costi per farmaci, per il Servizio sanitario.

Resta, a questo punto, un solo, grande problema: finora lo studio e' stato interamente finanziato dall'Iss. Si potrebbe partire con i test sull'uomo ''gia a inizio anno, ma sono necessari altri enti finanziatori per far fronte ai costi'', afferma Savarino. La questione, al momento, e' ancora aperta. I prossimi mesi saranno decisivi.





fonte: ansa.it



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