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venerdì 4 maggio 2012
Il libro di Hitler in libera vendita? Dal 2016 non lo si potrà più impedire, poiché la Baviera perderà l'esclusiva sull'opera. Ma in vista di probabili speculazioni commerciali, il Libero Stato pubblicherà una propria edizione commentata.

Il diritto d'autore su Mein Kampf di Adolf Hitler appartiene alla Baviera fino al 31 dicembre 2015. Dopo, il Land non potrà vietare ad altri di riproporlo al pubblico, perciò fin d'ora intende parare il colpo con una propria edizione, corredata di commento scientifico. Il 24 aprile si è tenuta una tavola rotonda, ha detto il ministro bavarese delle Finanze, Markus Soeder -un incontro per demistificare l'opera e contestualizzarla, nel timore che, scaduto il copyright, s'innesti un processo di "maggiore diffusione del libro tra i giovani".
Oltre al testo classico rielaborato scientificamente, l'Istituto di Storia Moderna di Monaco dovrà occuparsi anche di un'edizione scolastica, per indurre gli studenti a confrontarsi criticamente con l'opera di propaganda. "In tutte le pubblicazioni vogliamo chiarire l'assurdità dei contenuti, che però hanno portato a conseguenze fatali", dice Soeder.
La versione scolastica del testo, finanziata dal ministero delle Finanze e della Scienza, conterrà commenti di studiosi in un linguaggio comprensibile per i giovani. Partendo dalla formulazione originale, si dovrà rendere evidente come quelle idee pericolose abbiano portato a una catastrofe mondiale.


Accesso diretto alla mente di Hitler
Il giorno prima, il ministro della Scienza, Wolfagang Heubisch, aveva preannunciato una versione commerciale del libro con critica delle fonti. L'edizione scientifica dovrà essere più esaustiva e linguisticamente superiore rispetto a quella scolastica, essendo rivolta agli adulti. Si sta poi pensando a una versione inglese, a un e-book e un audiotesto. "Utilizzeremo tutti i canali possibili mettendo a disposizione mezzo milione di euro per il progetto completo", chiarisce Soeder.
Nel frattempo, il direttore della Fondazione dei monumenti commemorativi della Baviera, Karl Freller, avvierà un dialogo con le librerie e le case editrici per convincerle a rinunciare volontariamente alla vendita e alla riproduzione di Mein Kampf, proponendo invece la nuova versione scientifica. 
La pubblicazione di Mein Kampf è sempre stata accompagnata da polemiche. Come quando l'editore inglese Peter McGee voleva allegare alla rivista Zeitungszeugen (testimoni del tempo, ndr) degli estratti commentati del libro di Hitler, o quando nel 1999 la sua casa editrice procurò alle edicole tedesche le ristampe di pamphlet nazisti quali "L'assalto" o "Osservatore del popolo".
La divulgazione del libro era già stata vietata dal tribunale regionale di Monaco in accoglimento della richiesta di disponibilità provvisoria del Libero Stato di Baviera. Poiché Hitler rimase cittadino di Monaco fino alla morte, il suo patrimonio fu assegnato alla Baviera, compresi i diritti d'autore.

In merito al dibattito, anche la storica di Passau, Barbara Zehnpfenning, ha dato filo da torcere. "Il libro consente l'accesso diretto al cervello di Hitler e mostra come il suo odio per gli ebrei derivi da unaWeltanschauung (concezione del mondo, ndr), in cui gli ebrei rappresentano un particolare modo di pensare e di vivere". Tutti dovrebbero leggerlo. 
Hitler lo scrisse nel carcere di Landsberg, dopo il fallito tentativo di colpo di Stato del novembre 1923. Nel libro riversa le sue opinioni politiche e i suoi programmi, elabora una "teoria della razza" mutuata dal darwinismo da cui fa discendere che i cosiddetti ariani, come sarebbero i tedeschi, sono gli artefici della cultura umana, mentre gli ebrei li descrive come controfigure aventi "un ruolo deleterio nella Storia dell'umanità". 
Il primo volume fece la sua comparsa nel luglio 1925, il secondo nel dicembre 1926. La vendita del libro fu assicurata soprattutto dal fatto che, dopo il 1933, tutte le coppie che si sposavano lo ricevevano in omaggio dallo Stato civile. Fino al 1945 Mein Kampf raggiunse 9,8 milioni di copie in Germania. E' stato tradotto in 16 lingue, e all'estero è stato ristampato più volte anche dopo il 1945.

(articolo siglato di Der Spiegel del 24-04-2012. Traduzione di Rosa a Marca)



fonte: ADUC



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