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giovedì 31 maggio 2012

Ricev. e pubbl.: "Riaprire i manicomi è come tornare al terzo reich"

Riceviamo e pubblichiamo:


Avendo lavorato nell'ambito delle persone diversamente abili, anche in tale ambito, così come nelle case di riposo per anziani, notiamo sempre piú che psicofarmaci e sedativi sono divenuti ormai una routine. qualsiasi comportamento "diverso" dal "normale" per i medici é una malattia.


inorridisco sapendo ché continuano ad aprire centri psichiatrici per minori, inorridisco sentendo i politici dichiararsi favorevoli al Ritalin.


Se il governo ha intenzione di riaprire i manicomi, ritengo che le persone debbano essere informate ad hoc via media, sulle piazze ecc. Devono essere resi pubblici filmati, testimonianze... devono rendersi conto che queste persone sono le cavie umane delle potentissime, ricchissime industrie farmaceutiche, senza alcuna previsione di guarigione.



Notiamo che nonostante tutto, vige sempre ancora la massima fiducia nei medici, quasi una sottomissione, come se fossero degli "Dei" in camice bianco. La pillolina magica in psichiatria, non giova alla salute, bensì la rovina. I cosiddetti professionisti Medici Psichiatrici devono finalmente ammettere che la Psichiatria é priva di scienza!


La "Legge Basaglia" a queste povere persone ha restituito almeno un po' di dignitá, e ritornando ai manicomi chiusi, torneremo ai livelli del terzo Raich!

Astrid C.


Anonimo ha detto...

un amico neurologo, però, racconta della drammatica mancanza di strutture alternative.
Senza contare che se il malato fa del male a se stesso o ad altri, il responsabile è il medico.

Anonimo ha detto...

E' una vita che lavoro nel campo. Purtroppo esiste, ancora oggi, una percentuale di pazienti che non risponde in modo congruo ai trattamenti. Quante volte mi è capitato di genitori, picchiati più e più volte dai propri figli morire chiedendo "e adesso chi pensa a mio figlio/a?". Piuttosto che niente è meglio un ospedale psichiatrico per questi malati cronici.

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