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giovedì 10 maggio 2012
Violenza, divorzio, custodia dei figli: a Basilea c'è un luogo dove gli uomini in situazioni difficili possono trovare conforto e consiglio.
Anche gli uomini hanno i loro problemi. Non è una novità; di nuovo c'è invece la maggiore propensione dei maschi a chiedere un aiuto professionale. A Basilea, un modesto bilocale ospita Maennerbuero; è diretto da Walter Grisenti, 53 anni, operatore sociale e terapeuta della Gestalt (Forma). Il centro è stato creato nel 1995 da "uomini in bilico" e nei primi dieci anni è stato gestito da volontari. Col tempo sono arrivate le donazioni pubbliche e di certe fondazioni, sicché la struttura può proseguire anche nei prossimi anni. Oggi vi lavorano quattro uomini specializzati nel sociale -due impiegati a tempo parziale e due a titolo gratuito. 

Messi all'angolo

Al Maennerbuero si rivolgono uomini di ogni ceto e di tutte le età: giovani, padri di famiglia, ma anche pensionati che, una volta usciti dalla professione, si devono confrontare con i conflitti domestici. 
Il primo passo è prenotare un colloquio. Non è semplice poiché la remora a chiedere aiuto è dura da vincere, dice Grisenti. L'uomo forte, autosufficiente, è un'immagine ben radicata, e per molti la fragilità maschile è ancora un tabù.


Negli ultimi anni il numero degli assistiti è continuato a salire. Nel 2011 i colloqui sono stati 400. Più della metà dei 100 "clienti" avevano picchiato la compagna. Per Grisenti e colleghi l'importante è avere comprensione per loro, "anche se è più facile solidarizzare con le vittime". Molti di questi uomini sono consapevoli di ciò che hanno fatto e sono pentiti davvero. L'aggressività verso la donna spesso scatta quando l'uomo si sente messo all'angolo e vorrebbe riprendere il controllo della situazione. Al Maennerbuero la priorità è parlare dell'accaduto affinché ci si renda conto della dinamica che ha portato a quel gesto ed essere poi in grado di risolvere i conflitti senza usare più violenza. "Noi non cerchiamo le colpe, ma ascoltiamo e prendiamo sul serio l'individuo". Oltre ciò, l'obiettivo è d'indurre la persona a riflettere sull'idea di uomo "vero". Queste discussioni avvengono in parte a quattr'occhi e in parte in gruppo.

L'eterno capofamigliaBuona parte dei maschi in cerca di consigli è separato o divorziato. Soprattutto per chi ha praticato un modello tradizionale di matrimonio, è un incubo vedere andare in frantumi quel progetto di vita. Nei colloqui emerge la difficoltà di rinunciare al ruolo di capofamiglia anche da separati, osserva Grisenti. Spesso essi si accontentano di un alloggio molto modesto pur di mantenere alto il tenore di vita dell'ex moglie e dei figli, e solo in seguito provano rabbia quando s'accorgono del poco che gli rimane per vivere. Ecco perché i consulenti li esortano a tener conto dei propri bisogni e, soprattutto se ci sono figli, a concedersi un appartamento abbastanza spazioso. "Altrimenti corrono il rischio che i figli non vogliano andare da loro. E può essere imbarazzante se, per mancanza di spazio, i figli dormono con il padre, dato che gli uomini sono ancora visti come potenziali violentatori". 
Dai colloqui Grisenti sa quanto il poco contatto con i figli pesi sugli uomini separati. Dopo il divorzio accade spesso che li possano vederei solo in un fine settimana ogni due e passare con loro solo due settimane di vacanza. Grisenti chiede ai tribunali una diversa impostazione: in un divorzio, all'uomo dovrebbe essere concesso qualcosa di più di quanto fissato, in modo che egli possa pianificare in altro modo la propria vita: lavorare di meno e occuparsi di più dei figli. I tribunali non dovrebbero inchiodarlo al ruolo abituale di capofamiglia. La custodia condivisa, in discussione in Parlamento,  può forse rappresentare un primo passo in questa direzione.

Vacanze insieme
Al Maennerbuero piacerebbe ampliare l'attività e offrire agli interessati una piattaforma per il sostegno reciproco, sul modello delle donne sole con figli. Per le donne è normale incontrarsi con altre come loro e organizzare ferie o attività nel tempo libero. Gli uomini non sono ancora pronti, serve una spinta.

(Katharina Fontana per Neue Zuercher Zeitung del 07-05-2012. Traduzione di Rosa a Marca)



fonte: ADUC



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