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venerdì 25 maggio 2012
com.montana Beffe allitaliana: le comunità montane sprecano ancora centinaia di milioni anche se non esistono più
Su Repubblica un articolo di Antonio Fraschilla racconta l’incredibile spreco delle comunità montane, formalmente abolite ma incredibilmente ancora in piedi
La corsa a tagliare gli enti montani si è trasformata in un grande spreco che vede oggi le Regioni continuare a spendere 150 milioni di euro per gli stipendi di 4.500 dipendenti e altri 162
milioni per 7.500 forestali: il tutto per svolgere pochi servizi, o nessuno, causa assenza di fondi per investimenti. Un paradosso nato dal fatto che da un lato lo Stato ha azzerato
i trasferimenti a questi organismi e, dall`altro, le Regioni si sono affrettate a sopprimere le Comunità senza però trovare una soluzione per i lavoratori. Risultato? Si pagano solo stipendi e si scopre che le Comunità continuano a spendere 14,9 milioni di euro all`anno in consulenze, mentre i boschi rimangono abbandonati perché mancano i soldi per la loro manutenzione.
Ma quante sono?
Formalmente ne rimangono in piedi solo 72 sulle 300 attive nel 2008, in gran parte concentrate in Valle d`Aosta (8), Trentino Alto Adìge (23), Lombardia (23), Veneto (19), Emilia Romagna (10), Marche (9). In realtà, considerando quelle in liquidazione, sono ancora 201 gli enti in piedi con in carico i dipendenti, ma senza un euro per svolgere servizi.
E fregano soldi a tutti noi
Al Sud si aggiunge poi un altro paradosso: che le Comunità oltre a mantenere i dipendenti, debbano garantire le giornate lavorative a un esercito di forestali, anche qui senza sapere bene come impiegarli visto che non ci sono fondi per realizzare progetti sulla tutela dei boschi: tanto per fare un esempio, in Piemonte i forestali sono appena 532, in Campania 4.500 anche se il record appartiene alla Sicilia con 30 mila addetti (quasi la metà di tutto il resto del Paese)
Sprechi incredibili si annidano ancora dietro a questi enti
Comunità fantasma o meno, nonostante l` esercito di dipendenti tutte continuano a mantenere un parco di 1.146 auto blu, pagare singoli direttori 80 mila euro l`anno e a garantire incarichi esterni a 1.944 persone, per una spesa complessiva di 14,9 milioni di euro solo tra il 2010 e il 2011.
Con province e regioni a statuto speciale sempre pronti a garantirsi nuovi emolumenti
E se nelle Regioni a Statuto ordinario dal 2010 sono stati aboliti i compensi per gli amministratori, proprio nel 2010 la Provincia di Bolzano ha incrementato del 7 per cento quelli delle sue Comunità montane: qui ai presidenti spetta un´indennità mensile lorda fino a 4.395 euro se sono contestualmente sindaci di un Comune, mentre se i presidenti non sono sindaci l´indennità può salire fino a 5.127 euro mensili, e ai membri dei consigli comprensoriali spetta un gettone di 50 euro lordi per ogni seduta. Così in Trentino i politici, spesso già retribuiti da Province e Comuni, costano a questi enti 761 mila euro all´anno.
Una vergogna senza precedenti che dimostra una volta di più che non c’è bisogno di studiare dove tagliare perchè in realtà già si sa…


fonte: Il Fazioso



1 commenti:

Andrea Mascagna ha detto...

tanto per essere chiaro e poco polemico...i forestali dei quali si parla nell'articolo, non sono i dipendenti del Corpo Forestale dello Stato bensì, generici operai, con le mansioni di operai, alle dipendenze di enti amministrativi tipo regioni, province e comunità montane che, hanno "guadagnato" l'aggettivo di "forestali" perché impiegati con la loro mano d'opera all'interno di aree boscate.
informazione e chiarezza dovrebbero andare per mano.
questo articolo è privo di ogni fondatezza e frutto di estrema superficialità nonché offensivo, per chi come me, crede da sempre nel lavoro che svolge

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