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sabato 19 maggio 2012


La Reuters comunica che le grandi multinazionali della medicina si stanno coordinando con le autorità mediche europee per una fornitura di emergenza di medicinali da inviare in Grecia.
IL SOCCORSO - Negli ultimi giorni vi è stata un’intensificazione delle trattative che stanno seguendo il solco di quanto successo in Argentina nel 2002, quando le aziende consentirono la distribuzione di farmaci senza pagamento. La decisione delle compagnie farmaceutiche, soprattutto di quelle europee, è data dal rischio di una catastrofe umanitaria. La Grecia non è un grande mercato, per questo motivo le stesse aziende non vanno in perdita riuscendo ad assorbire la distribuzione gratuita.
PRESSIONE EUROPEA - Richard Bergstrom, direttore generale della federazione europea della aziende e delle associazioni farmaceutiche non ha voluto entrare nei dettagli ma ha confermato che l’associazione farà il suo compito per la fornitura di medicinali. Come detto questo movimento è partito dietro la pressione da parte dell’Unione Europea la quale ha cercato in ogni modo di tamponare gli effetti della crisi del debito.

I DEBITI - La Grecia importa quasi tutto il suo fabbisogno farmaceutico, in special modo su quello relativo ai farmaci “normali”, ragion per cui i costi sono molto più alti di quelli che non si avrebbero affidandosi solo ai “generici”. I medicinali in questione sarebbero quelli essenziali e quindi niente soluzioni temporanee. Giusto per affrontare le emergenze. Il mercato dei medicinali è al momento in grossa crisi, anche a causa del debito contratto con gli ospedali statali pari a 1,21 miliardi di euro. Questo ha cambiato con gli anni il comportamento delle aziende le quali si son fatte più guardinghe.
L’ATTEGGIAMENTO DELLE AZIENDE - E’ l’esempio della Novo Nordisk, danese, la prima fornitrice al mondo d’inslina per diabetici vuole essere pagata, mentre GlaxoSmithKline ha congelato le pendenze in attesa di tempi migliori. Poi ci sono aziende come la Roche le quali hanno un approccio più sfumato. Negli ultimi mesi c’è stata una grossa querelle tra l’azienda farmaceutica svizzera e il governo greco ma è stato deciso di seppellire l’ascia di guerra “almeno per quei medicinali come gli antiretrovirali”.
LA GENTE NON SI CURA PIU’ - Comunque le aziende faranno di tutto per avere una garanzia specifica: questi farmaci devono essere destinati solo a pazienti greci, i quali a causa della crisi si trovano a pagare prescirizioni anche del 10-15 per cento del prezzo del prodotto da acquistare, con il risultato che il mercato si atrofizza perché la gente non ha modo di pagare i medicinali. Un’emergenza nazionale che si spera di risolvere grazie all’iniziativa dell’Europa e delle case farmaceutiche. Non è solo un problema umanitario, quindi. Cerchiamo però di vedere il bicchiere mezzo pieno.


fonte: Giornalettismo



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