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lunedì 28 maggio 2012
di Giacomo Perra



ROMA - Un po’ più snella (o forse solo un po’ meno pesante) ma ancora ben radicata sui soliti vizi e sulle antiche follie. E’ questa l’Italia della burocrazia e degli sprechi nella fotografia scattata dall’ultimo censimento della Funzione Pubblica, svolto dal centro studi Formez PA (Pubblica Amministrazione) su richiesta del Dipartimento dell’omonimo Ministero.L’inchiesta, che ha toccato più di 8 mila amministrazioni e ha interessato il primo quadrimestre del 2012, ha infatti evidenziato un’inedita e leggera tendenza al taglio delle spese inutili, cavallo di battaglia del governo dei Professori, in un quadro complessivo, però, dominato come sempre da una forte resistenza al cambiamento radicale, soprattutto a livello locale. 

Il dato più confortante è il segno meno nell’acquisto delle vetture di servizio: la riduzione netta è di 890 unità, corrispondente alla differenza tra le 1490 cessazioni o dismissioni di vecchi veicoli e i 600 nuovi contratti, la maggior parte dei quali (il 65 percento) costituita da noleggi. In percentuale, rispetto al primo scorcio dell’anno passato, la diminuzione è dell’11, con una punta del 25 se si prendono in considerazione esclusivamente le auto blu. E proprio le famigerate vetture di rappresentanza, spesso al centro di scandali e proteste per un uso più che disinvolto, hanno patito maggiormente gli effetti della scure: secondo i calcoli del ministero, oggi ne circolano oltre mille in meno, per la precisione 1184. Un taglio, quindi, perfino superiore a quello netto della totalità dei veicoli. Il merito sarebbe da ascrivere alle amministrazioni centrali che, oltre a farne calare l’utilizzo del 20 percento, avrebbero praticamente azzerato le acquisizioni. 


Molto meno drastica invece la dieta imposta dalle amministrazioni locali. Comuni, Province, Asl e Regioni, che detengono l’80 percento delle auto blu, hanno sottratto al loro parco-macchine solo il 7% dei veicoli. Una piccola stretta che, tra l’altro, non è stata certo applicata uniformemente: al Sud, (dove peraltro si sono registrati episodi di considerevole riduzione) di fatto, le auto blu continuano a incidere sul bilancio delle regioni in misura molto maggiore rispetto a quanto non accada al Nord. E, naturalmente, decisamente di più al confronto di qualsiasi altro tipo di vettura. La palma dell’amministrazione meno virtuosa spetta alla Campania, che, sul totale delle macchine a disposizione della Regione, possiede auto blu per una percentuale del 29,5. Seguono Sicilia (26,6), Basilicata (24,4) e Puglia (24,3). Ultima in classifica l’Emilia Romagna con un meritorio 2,9 percento. Il Lazio è sesto con il 17,5.

Le auto grigie. 
Complessivamente, le auto blu rappresentano il 13 percento degli acquisti di questo primo quadrimestre 2012. Il restante 87 percento è appannaggio delle cosiddette auto grigie, le vetture di servizio senza autista. In tutto sono 54.250 che, sommate alle 9.450 auto blu, fanno 63.700 macchine, pronte a servire fedelmente lo Stato di giorno e di notte. Un esercito costoso e che, solamente per ciascuno degli ultimi arrivi in regime di proprietà, ha richiesto mediamente alla Pubblica amministrazione 11.068 euro. L’obiettivo, ha auspicato il presidente del Formez PA, Carlo Flamment, è quello di abbassare la spesa per le auto pubbliche del 20-25 percento, sussistendo “forti margini di risparmio”. Anche a questo scopo dal 10 maggio il Ministero ha avviato un monitoraggio a largo raggio sui costi, i cui risultati saranno resi noti a giugno. Forse allora sapremo se la missione potrà essere davvero centrata. 



fonte: ilmessaggero.it



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