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giovedì 17 maggio 2012
Tensioni nella maggioranza del governo tecnico. Il Popolo della Libertà rallenta ancora la discussione. Idv e Udc ritirano gli emendamenti per accorciare i tempi e anche la Lega protesta. Ma il Pdl ottiene la sospensione dei lavori e si incontra con il ministro Severino e con i deputati di Pd e Udc. La relatrice Napoli (Fli): "Stanno inciuciando". Di Pietro: "E' peggio del '92"
Ostruzionismo, proteste, neanche un articolo esaminato e infine seduta sospesa e riunione d’urgenza con il ministro della Giustizia. La legge anticorruzione continua ad essere il provvedimento del governo tecnico che, quasi più di quelli sul lavoro e sulle pensioni, sta mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza che appoggia l’esecutivo MontiDopo il primo round con la seduta comune delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia sospeso dopo un’ora e mezzo (e un solo emendamento votato), oggi è arrivato il bis. Le premesse c’erano tutte e erano state percepite con nettezza già ieri, quando in commissione era stato approvato il provvedimento sul reinserimento del falso in bilancio. Il ddl Anticorruzione è atteso, da calendario, all’esame della Camera il 28 maggio. 
A chiedere ed ottenere la sospensione è stato il capogruppo del Pdl in commissione giustizia Enrico Costa “per esaminare la situazione” dopo la decisione dell’Italia dei Valori di ritirare tutti gli emendamenti. Mossa, quest’ultima, decisa per abbreviare i tempi di approvazione del disegno di legge visto il rallentamento dei lavori operato dai deputati del Popolo delle Libertà. L’ultimo atto della commissione, prima della sospensione, è stata la bocciatura di un emendamento della relatrice Angela Napoli (Futuro e Libertà) che puntava a unificare il reato di corruzione con quello di concussione.

In realtà i deputati del Pdl si sono incontrati poi con il ministro Severino, con i deputati del Pd e dell’Udc. “E’ in corso una riunione dei deputati del Pdl per decidere il da farsi. Stanno inciuciando – chiosa la Napoli - Io come potete ben vedere sono l’unica che non partecipa all’inciucio…”.
L’altra relatrice (del Pdl) Jole Santelli, ex sottosegretario alla Giustizia, dà una versione diversa e soprattutto un parere contrario “a tutti gli emendamenti presentati al testo che prevedono l’aumento delle pene nel minimo”. La Santelli chiede anche al ministro Severino di “pronunciarsi con chiarezza su questo punto”.
La giornata. I deputati del Pdl, finora, hanno effettuato interventi fiume. Il pidiellino Manlio Contento, tuttavia, ha spiegato che non si tratta di ostruzionismo: “Noi stiamo semplicemente diffondendo quelle che sono le nostre convinzioni sul provvedimento. Ci aspettiamo dal ministro un’apertura su alcune questioni da noi sollevate ai fini della graduazione della pena”. Ma, dopo l’ennesimo intervento piuttosto lungo, gli esponenti di Pd e Idv hanno reagito e si sono detti disposti a rinunciare a molti degli emendamenti presentati pur di vedere concluso l’esame in commissione del disegno di legge. Tanto che dal Pd definiscono la spiegazione di Contento “excusatio non petita, accusatio manifesta”.
In effetti i deputati di Idv e Udc hanno ritirato i loro emendamenti, mentre è rimasta indecisa fino all’ultimo proprio la finiana Napoli. Pronta al ritiro delle proprie proposte di modifica ha poi rinunciato rendendosi conto che il Pdl, comunque, continua ad allungare i tempi del dibattito.
Anche la Lega contro. Ma la protesta non è stata solo quella di centrosinistra e Terzo Polo. Il primo a prendere la parola in commissione, infatti, è stato un deputato della Lega Nord, Raffaele Volpi, che si è richiamato all’articolo 44 del regolamento della Camera perché si inizi al più presto a votare. Proprio il Carroccio ha accusato l’intera maggioranza (non solo il Pdl, ma anche Pd e Udc) di rallentare i lavori.
Le successive strategie dei gruppi parlamentari (il ritiro degli emendamenti da parte di Di Pietro e dell’Udc Ria e dall’altra parte le stesse intenzioni paventate dalla Napoli) non hanno però avuto alcun effetto. Da qui la sospensione della seduta, chiesta dal Pdl. 
Di Pietro: “Peggio del ’92″. Parole decise da parte del presidente dell’Idv Antonio Di Pietro: “I deputati del Pdl stanno facendo ostruzionismo per evitare che vengano approvati dal Parlamento nuovi strumenti legislativi che consentano alla magistratura di contrastare la criminalità politica e finanziaria. E lo fanno per obbedienza verso i propri mandanti che sono di fatto un sistema di potere messo a punto in una nuova Castiglion Fibocchi”. Il riferimento è alla residenza di Licio Gelli ai tempi dello scandalo P2. “Mi sembra di assistere – aggiunge – a ciò che avvenne tra il 1992 e il 1993 all’epoca di Tangentopoli”.
Casini: “Bisogna chiarire alcuni punti”. Più cauto il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, al termine di un incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti: “Non penso che sia ostruzionismo. Penso che ci sia la necessità di chiarire alcuni punti, bisognerà farlo con serenità senza ultimatum da parte di nessuno”. 



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