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mercoledì 16 maggio 2012

di Primo Mastrantoni


Quando sale il prezzo del petrolio sale immediatamente il prezzo della benzina, quando scende non lo fa con la stessa rapidita'. E' un luogo comune, tutti ne erano convinti. Ora, lo studio di Nomisma smentisce questa convinzione: il prezzo segue l'andamento del mercato. Gia', ma noi abbiamo l'Eni che estrae, trasporta, raffina e distribuisce benzina. Potrebbe incidere sul prezzo internazionale. Perche' non lo fa? Vediamo.
* I consumatori hanno gia' risposto diminuendo i consumi. Nella logica della domanda e dell'offerta ad una diminuzione della prima dovrebbero diminuire i prezzi. Si tratta di incentivare un uso accorto delle fonti energetiche, in altre parole razionalizzare e risparmiare. In questo senso il Governo puo' intervenire.
* Stabilizzare il prezzo della benzina. Il mercato gradisce la stabilita' e questa si puo' ottenere anche agendo sulle accise (tasse), sia in diminuzione che in aumento. Anche qui e' compito del Governo.
* Rompere il mercato oligopolistico. La pratica dei prezzi concordati e' proibita dalla legge ma in pratica i prezzi finali sono sostanzialmente uguali. L'intervento spetta la Governo, anche attraverso l'Eni..
* Aprire il mercato dei distributori ad altri soggetti, per esempio i centri commerciali. E' compito del Governo e degli enti locali.
Insomma, cosa da fare ci sarebbero. Basta volerle fare.



fonte: ADUC



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