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domenica 13 maggio 2012

© Giuseppe Carotenuto/L Espresso© Giuseppe Carotenuto/L'Espresso

Secondo i carabinieri a Boscoreale, sul Vesuvio, su 170 dipendenti ce ne sono 125 che non vanno a lavorare, o che dopo essere entrati in ufficio girano a zonzo per il Paese. Loro però rispondono: «E' un complotto dell'Arma»


Fannullopoli è adagiata sul versante sud-orientale del Vesuvio, 55 metri sopra il livello del golfo di Napoli, tra le vigne abbandonate che un tempo producevano il Lacryma Christi. Boscoreale, "Vuoscoriale" nell'impenetrabile idioma locale, è brutta. Sporca. E pure cattiva. Almeno secondo i carabinieri titolari dell'"Operazione Caos", che con le immagini registrate da telecamere nascoste e riversate in 700 dvd stanno portando avanti da mesi un'indagine da Guinness dei primati sull'assenteismo pubblico. Nel mirino sono finiti 125 dei 170 dipendenti comunali. Con ipotesi di reato che vanno dal semplice uso improprio del badge marca-tempo fino alla truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, all'associazione per delinquere e al peculato.
Tutto comincia un anno e mezzo fa. E' il 2 settembre del 2010 quando una dirigente del Comune si presenta alle forze dell'ordine per denunciare il comportamento irregolare di un'impiegata, finendo per ammettere che in municipio l'osservanza di leggi e regolamenti è poco più che un optional. I carabinieri si mettono in moto. E, dal gennaio successivo, in due dei quattro stabili che ospitano gli uffici comunali un obiettivo ben camuffato inquadra le macchinette dove i travet vesuviani devono strisciare le tessere magnetiche per segnare gli orari di entrata e di uscita. Nell'aprile del 2011, dopo settimane di pedinamenti, scatta il primo blitz: 48 impiegati vengono arrestati. Quarantuno di loro passano la notte dietro le sbarre, nelle celle di sicurezza di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Torre del Greco. Il giudice convalida l'arresto e infligge loro (si fa per dire) due mesi di sospensione dal lavoro. Ma è solo l'inizio.

Nel frattempo, infatti, gli uomini dell'arma hanno iniziato a visionare i filmati registrati nei primi quattro mesi del 2011. Dentro c'è di tutto. Compresa la coppia di impiegati assenteisti che se ne va a spasso per il paesone con la Fiat Panda del Comune e alla fine del tour parcheggia la vetturetta nel cortile di casa. Così, mercoledì 11 aprile, altri 84 dipendenti ricevono l'avviso di fine indagine. I giornali locali infieriscono: "Ecco il comune dei fannulloni", titola il giorno dopo "Il Mattino" di Napoli. E nella piazza principale le fotocopie degli atti passano di mano in mano. Fino al tardo pomeriggio, quando la brezza che soffia dalle discariche rende l'aria irrespirabile e i 27 mila boschesi tornano a chiudersi in casa come se ci fosse il coprifuoco

Il sindaco Gennaro Langella © Giuseppe Carotenuto/L EspressoIl sindaco Gennaro Langella
© Giuseppe Carotenuto/L'Espresso
Al secondo piano dello sgarrupato municipio, già due volte commissariato per infiltrazioni camorristiche, il sindaco Gennaro Langella non sa che pesci prendere, stretto com'è tra i suoi dipendenti e i cittadini-elettori, che gli chiedono a gran voce di usare il pugno di ferro, licenziare tutti e assumere un po' di giovani disoccupati. Così, in attesa che la magistratura emetta il suo giudizio, ha deciso di nominare una commissione. Non senza incontrare qualche difficoltà, ha dovuto ammettere, dal momento che i dipendenti non indagati sono ormai merce rara.


Commercialista cinquantenne e barbuto, eletto nel 2008 al ballottaggio con il 54 per cento dei voti nella lista di Forza Italia, e poi uscito dal partito per divergenze sulla gestione dell'emergenza monnezza, Langella è provato. E si lascia andare: "La verità è che se i carabinieri avessero messo le telecamere anche all'ingresso degli altri uffici avrebbero finito per prendere in castagna l'intero organico comunale, tranne forse due o tre dipendenti in permesso sindacale e un altro paio con regolare certificato medico". Poi, sotto lo sguardo perplesso dei più stretti collaboratori, e con i sindacalisti dei travet che premono dietro l'uscio, il primo cittadino tenta di aggiustare un po' il tiro: "Gli assenteisti veri sono al massimo una decina; in tutti gli altri casi si tratta del semplice malcostume di dipendenti che, senza neanche rendersi conto di violare la legge, si sono abbonati qualche minuto di lavoro, come accade regolarmente negli uffici pubblici di tutta l'Italia".


fonte: l'Espresso

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