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lunedì 9 aprile 2012
Vedi anche: "Dieci cose da sapere sulla Federal Reserve"
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Le banche americane devono affittare gli immobili entrati in loro possesso in seguito ad un pignoramento. A chiederlo è stata ieri la banca centrale degli Stati Uniti, attraverso una circolare nella quale si ricorda che «le regole della Federal Reserve consentono una locazione di beni immobiliari residenziali» acquisiti in tal modo. La preoccupazione, evidentemente, è che il mercato real-estate possa rimanere “impantanato” a causa della grande mole di case “bloccate” a seguito dei pignoramenti. Non a caso la circolare - ha sottolineato la stessa Fed in un comunicato diffuso ai media - spiega che gli istituti di credito possono, nei limiti temporali previsti per i beni acquisiti, essere reintrodotti nel sistema.

Ma non si tratta dell’unica ragione che ha spinto la banca centrale a lanciare questa sorta di appello alle banche. La questione delle case è infatti particolarmente importante per l’opinione pubblica americana: negli anni della crisi centinaia di migliaia di cittadini statunitensi hanno perso la loro abitazione dopo essere risultati insolventi rispetto alle rate dei loro mutui. E secondo numerosi economisti i problemi nel settore potrebbero non essere ancora finiti: di qui la necessità di non conservare quello che viene definito uno «stock fantasma» di case sfitte e invendute. Un problema enorme: basti pensare che secondo una statistica dello studio CoreLogic si tratta di 1,6 milioni di immobili “problematici”, sui quali si registrano o gravi ritardi nei pagamenti dei prestiti ipotecari, o sono un in corso di pignoramento o sono già nelle mani delle banche.

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