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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

sabato 21 aprile 2012
di Checchino Antonini

«Michele Ferrulli è deceduto improvvisamente durante un'azione di contenimento accompagnato da percosse di agenti della polizia». All'indomani dell'avviso di fine indagini recapitato ai quattro agenti indagati, giunge la perizia della parte civile a confermare e chiarire il quadro fornito dall'autopsia. A scriverla, ancora una volta, Gaetano Thiene dell'Università di Padova, perito anche nei processi Aldrovandi e Cucchi. Proprio come i legali della famiglia, i ferraresi Fabio Anselmo e Alessandra Pisa. «La causa della morte -si legge nella perizia che Globalist è riuscito a consultare- è stata un violento attacco ipertensivo, verosimilmente precipitato dallo stress emotivo del contenimento, dall'eccitazione da intossicazione da alcool e dalle percosse con tempesta emotova e iperattivazione adrenergica».

Pesava 147 chili Michele Ferrulli ed era alto nemmeno 1 metro e 80. Obeso e iperteso. Il 30 giugno del 2011 stava ascoltando musica ad alto volume a Milano, in via Varsavia, davanti a un bar. Per gli uomini della volante che intervennero era troppo aggressivo e «ostile». Quindi fecero venire un altro equipaggio. Seguì una colluttazione così sopra le righe che i quattro agenti subiranno un processo per eccesso colposo nell'omicidio colposo del Ferrulli. Perché le manganellate di quella sera e le modalità dell'intervento lo fecero fuori.

Alle 22 arrivarono sgommando le volanti. 13 minuti dopo fu avvisato il 113. Mezz'ora di manovre rianimative non servirono a nulla. Alle 22.50 verso l'ospedale si mossero ma l'uomo ci arrivò cadavere. E, il giorno appresso, secondo il pm, i quattro firmarono pure un rapporto artefatto smentiti da un telefonino di nuova generazione che li avrebbe immortalati mentre lo pestavano di brutto che lui era già a terra. L'autopsia del 5 luglio parlerà di insufficienza contrattile acuta del ventricolo sinistro con edema polmonare e cerebrale. La sbornia di quella sera, secondo i medici, non c'entrava nulla con la morte. L'avevano ucciso le botte.




fonte



2 commenti:

Anonimo ha detto...

dovrebbero tutelarci........i servi dello stato,invece ci ammazzono.
con il potere di un distintivo credono di essere nel FAR WEST!!
xcio nn ci indignamo quando resta uno di loro sul campo...prendono indennita di riskio....ed arrivano prima alla penzione.
nn dispiaciamoci.....di ki li piange,
qualcuno piange come loro....con la differenza di nn avere avuto giustizia.
mentre loro hanno possibilita di crearsela.....ma sopratutto di inventarsela.
allah ackbar..dio e grande................. e presenta sempre il conto.

Anonimo ha detto...

Siccome è accaduto a un conoscente ma non con conseguenze drammatiche di tale portata (solo pronto soccorso e prognosi di 2 settimane) sono venuto a conoscenza che queste azioni "sono legali" e vengono ordinate agli agenti dai loro superiori con il seguente appellativo: "eseguire la procedura" dopodichè per scagionarsi, codice penale alla mano girano la frittata ossia la responsabilità del modus operandi ai danni del malcapitato con l'accusa verbalizzata di "resistenza a pubblico ufficiale" e sotto minacce e pressioni psicologiche successive il film continua in caserma, fino a quando sei costretto per andare via e far ritorno a casa a firmare l'autodenuncia controfirmata da più agenti in difesa e supporto probatorio del collega nel caso l'agente in primis esecutore materiale della "procedura" fosse successivamente riconosciuto e rischiasse la querela per percosse e danni da parte della vittima. Dopodichè ti restituiscono il telefonino che ti hanno strappato per impedirti di chiamare soccorso o semplicemente casa e perchè no l'avvocato e ti consigliano pure con una strana amichevole "pacca" sulla spalla nel caso qualcuno ti vedesse tumefatto all'uscita dalla caserma e ti chiedesse spiegazioni di dire che sfortunamente un ignoto balordo ubriaco che non hai potuto vedere in viso ti ha fatto rotolare dalle scale di casa tua. Ovviamente non c'è magistrato che "in nome del popolo italiano" possa dare ragione al querelante perchè coloro che vestono la divisa sono protetti dai poteri forti. Volete sapere chi? Sic et simpliciter l'Italia di mari e monti che ti tratta come un delinquente incallito e un pericolo all'ordine pubblico a prescindere da quante lauree hai conseguito studiando regolarmente o ti sei comprato altrimenti rischi di essere denunciato per corruzione e se non sei un politico in voga non ti spetta la prescrizione del reato, ma almeno puoi sperare di sognare un bunga bunga agli arresti domiciliari. Ogni riferimento a persone e fatti e perchè no aggiungerei anche a oggetti non identificati (UFO) non si sa mai, è da intendersi puramente casuale e frutto di "golosa" fantasia. Mi sono solo "sparato" un film di fantascienza molto bello "Guerre Stellari".

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