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martedì 3 aprile 2012

Stella Spinelli
I primi tre mesi del 2012 hanno registrato una cifra record di giornalisti uccisi: 31, il doppio rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. E’ queste che emerge dal rapporto annuale della Press emblem campaign (Pec), la Ong svizzera che attribuisce l’impennarsi del bilancio dei morti alla situazione di crisi in Siria, che ormai è fra i Paesi più pericolosi al mondo per i reporter.
Soltanto qui infatti, fra gennaio e marzo, momento clou della rivolta contro Bashar al-Assad, sono morti nove giornalisti, cinque stranieri e quattro siriani: numeri, sottolinea la Pec, che riflettono una “tendenza allarmante”, confermando come la “sicurezza dei giornalisti sia peggiorata dall’inizio dell’anno”. “Il pesante tributo pagato in Siria colloca il Paese in prima linea tra i luoghi più pericolosi per i giornalisti”, ha osservato Blaise Lempen, presidente della Pec.

Dietro la Siria, arriva a ruota quale paese più pericoloso per i reporter nel primo trimestre 2012 il Brasile, dove hanno perso la vita cinque giornalisti. Dietro c’è quindi la Somalia, dove sono morti tre giornalisti, e infine l’India, la Bolivia e la Nigeria con due reporter uccisi.
Sono invece otto i paesi che hanno registrato un giornalista ammazzato nel primo trimestre e si tratta di Afghanistan, Colombia, Haiti, Honduras, Messico, Pakistan, Filippine e Thailandia. L’ultimo cronista a perdere la vita mentre svolgeva il proprio mestiere è un giornalista della radio nazionale colombiana, ucciso a Sabanalarga. Si chiamava Jesús Martínez Orozco e aveva 42 anni. È stato freddato da due uomini in sella a una moto. Era una voce molto conosciuta dell’ambiente musicale, si occupava di cultura per il canale radio “La Nueva” e collaborava con il quotidiano locale “La Opinión de Sabanalarga”.
Con sei morti ammazzati in tre mesi, dunque, l’America Latina si afferma come il continente più pericoloso al mondo per i giornalisti, dove, a farla da padrone negli ultimi tempi è il Messico. Dal 2000 sono stati uccisi 67 giornalisti e moltissimi altri vivono minacciati e perseguitati. Per diffondere il grave disagio nel quale sono costretti i periodistas i messico la Ong Articulo 19 ha realizzato ildocumentario Silencio Forzado, per non dimenticare che il 2011 si è chiuso con 172 attentati contro i giornalisti e i mass media, 17 in più rispetto al 2010.

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