Sempre più austerity: ora anche la tassa di imbarco sugli aerei

Le tasse già introdotte con i vari decreti "Ammazza-italiani" nei prossimi mesi si moltiplicheranno a dismisura, frazionandosi in una serie di piccole e grandi imposte che costringeranno la gente a indebitarsi ancora di più. Diamo un'occhiata per un momento alla sfilza di tributi che paghiamo: Imu, la nuova tassa sulla casa, acqua, luce, gas, e raccolta rifiuti, passando per il caro-carburanti e l'aumento dell'Iva previsto dopo l'estate. Ce n'è abbastanza da scoraggiare qualsiasi contribuente onesto.
Ma a questi già gravosi tributi, il governo ha aggiunto due tasse nuove di zecca, particolarmente odiose: la tassa di imbarco sugli aerei e la tassa di sbarco sulle isole minori. Con i viaggi aerei si contribuirà a finanziare, in parte, la riforma del lavoro: è stata infatti introdotta l'addizionale comunale sui diritti di imbarco sugli aerei, che dal primo luglio 2013 aumenterà di 2 euro il biglietto per ogni passeggero.
I Comuni delle isole minori avranno invece mano libera nell'istituire un'imposta di sbarco fino a 1 euro e mezzo (che dovrebbe essere alternativa alla tassa di soggiorno). Un provvedimento, è spiegato nell'emendamento al decreto fiscale approvato in Commissione alla Camera, che servirà a finanziare "interventi in materia di turismo, beni ambientali e culturali, e servizi pubblici locali". E in più si staglia all'orizzonte una nuova "tassa di scopo", con cui i Comuni dovrebbero finanziare nuove opere pubbliche, strade, parcheggi.
Come si vede, una raffica di vecchie e nuove imposte capace di impoverire chiunque. No di certo, però, i membri del governo e della Casta, che stanno cercando di raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio, appena trasformato in norma costituzionale, asfaltando a colpi di tasse i redditi dei cittadini.
fonte
Commenti