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mercoledì 18 aprile 2012
maro 500x353 Sandra libera, Rossella ancora no: ecco gli italiani rapiti e dimenticati

di Sirio Valent

Sequestrata per 14 mesi in Algeria, la Mariani arriva oggi a Roma. Ma nessuno la ricordava più: il caso dei Marò in India domina su tutto

Mariasandra Mariani libera dopo un anno di prigionia in Algeria: forse pagato un riscatto, forse no. Intanto continua il calvario di Rossella Urru e di altri 9 italiani rapiti all’estero. La Farnesina chiede riserbo, come è giusto, per non complicare le operazioni di liberazione. Eppure si parla soltanto dei due Marò in India, in attesa di un regolare processo e detenuti in condizioni umane. A differenza di Rossella e degli altri.

Finalmente libera. Mariasandra Mariani sta bene, è in un luogo sicuro in Burkina Faso e oggi arriverà in aereo a Roma. Il suo sequestro durava dal 2 febbraio dell’anno scorso, quando fu presa in ostaggio da uomini armati vicino Djanet, nel sud dell’Algeria: la brigata Tareq Bin Zayad, qaedista, ne aveva rivendicato la responsabilità. Per 14 mesi l’unità di crisi del Ministero degli Esteri ha lavorato alla sua liberazione, ottenuta grazie alla collaborazione del presidente-padrone del Burkina Faso Compaorè. Terzi smentisce seccamente ogni ipotesi di riscatto pagato, ma il dubbio resta.


Altri 9 italiani attendono, dimenticati. Mariasandra ha avuto fortuna, se così si può dire. L’ingegnere Franco Lamolinara, sequestrato nel Niger insieme ad un collega inglese dai guerriglieri Boko Horam, è rimasto ucciso nel blitz delle forze speciali britanniche che dovevano liberarlo l’8 marzo di quest’anno. Sei marinai del mercantile “Tanker” sono ancora nelle mani dei pirati somali che hanno assaltato la nave a dicembre. Rossella Urru, la cooperatrice 29enne rapita nel campo profughi Saharawi ad ottobre, è attualmente dispersa: un video la ritrae ancora viva a gennaio, ma se ne son perse le tracce (almeno pubblicamente). Il suo nome, urlato a squarciagola da Geppi Cucciari sul palco dell’Ariston, è probabilmente l’unico noto al pubblico italiano.
I Marò però te li ricordi. Non fa piacere scoprire che l’italiano medio ignora tutto, o quasi, dei suoi connazionali rapiti. Soprattutto se si tratta di civili, come turisti o lavoratori all’estero; peggio ancora se sono volontari, gente partita per aiutare chi sta peggio – molto peggio di noi. Sappiamo invece tutto del caso dei 2 Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: conosciamo i difetti della perizia indiana, le condizioni della detenzione, lo stato umorale dei due militari, visitati regolarmente dagli uomini della Farnesina. Non è un rapimento, ma un litigio di sovranità nel giudicare dei soldati italiani che hanno sparato. A chi, a cosa, non è ancora chiarito: che abbiano ucciso, nemmeno. Ma perché dimenticare chi viene rapito mentre porta la pace, e ricordarci invece – e con rabbia – di chi viene giudicato per aver sparato?
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