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mercoledì 4 aprile 2012

Ora è ufficiale: tagliare gli stipendi alla casta è impossibile

A dicembre erano stati già fin troppo chiari: “è un lavoro estremamente complicato”. E oggi il presidente della Comissione sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici ha alzato bandiera bianca. Enrico Giovannini si è dimesso. Motivo? Raggiungere i risultati imprevisti è impossibile. In particolare hanno pesato i vincoli di legge e la difficoltà a reperire i dati neccesari. E chi l’avrebbe mai detto, vero?
D’altronde non ci voleva un genio a capirlo. Si sapeva che questa commissione sarebbe finita nel nulla: è il solito gioco della casta. Far credere che sì, dai, forse è la volta buona. E invece: nulla cambia.
Nel comunicato stampa della Commissione si legge:
«Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi, i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi»
Il loro compito era individuare un livello retributivo europeo, da porre come limite massimo agli stipendi italiani in organi ed enti dello Stato. Ma non è stato possibile:
 «Alla luce dell’esperienza maturata e delle evidenti difficoltà incontrate nello svolgimento dei propri lavori, anche a causa della formulazione della normativa vigente, la commissione ritiene dunque doveroso rimettere il mandato ricevuto. Il presidente della commissione, indicato dalla legge nel presidente dell’Istat, rimane necessariamente in carica. Qualora il Governo ritenesse che la commissione debba proseguire nei suoi lavori lo si invita ad esprimere tempestivamente il proprio orientamento, anche procedendo ad una nuova nomina dei suoi membri».
Un classico. E poi si lamentano se soffia sempre più forte il vento dell’anticasta. Che coraggio.

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