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domenica 29 aprile 2012
Aggiornamento 01/05/2012: Anche ADUC, la famosa "Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori" si è schierata a fianco di Radio Studio 54 con il comunicato "Radio fiorentina chiusa per istigazione odio razziale. Chi ha paura di cosa?" pubblicato il 27/04/2012


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Abbiamo appreso, sbigottiti, la notizia del sequestro, e della conseguente chiusura di radio studio 54 di Gheri Guido, una storica emittente radiofonica Toscana con sede a Scandicci (FI) che da quasi quarant'anni informa circa 200.000 ascoltatori ogni giorno. La motivazione "ufficiale" del provvedimento sarebbero da ricercare nei reati di "diffamazione" e "propaganda di idee razziste". 

Se Gheri Guido ha commesso il reato di "diffamazione" o qualsiasi altra violazione del Codice Penale sia chiamato a risponderne nelle sedi opportune, sia processato, e se riconosciuto colpevole condannato secondo i dettami della legge. MA LA CHIUSURA DELLA RADIO, in via preventiva senza un processo, sembra una decisione INAMMISSIBILE, un atto che, secondo Gabriele Baldarelli, esponente del Movimento "Dignità Sociale"  "riporta alla mente tempi bui, ormai lontani, quando gli organi di informazione scomodi vennero messi a tacere; tutto ebbe inizio con atti di questo tipo, dopo pochi mesi fu istituito un ufficio preposto al controllo di quanto pubblicato sui mezzi d'informazione, situazioni che speravamo fossero ormai consegnate ai libri di storia".

Le denunce per diffamazione nel mondo dell'informazione, e sopratutto per chi, come Gheri affronta questioni "scomode", sono praticamente all'ordine del giorno. Numerosi giornalisti, tra i più famosi del panorama nazionale, hanno collezionato denunce, che nella maggioranza dei casi finiscono come una bolla di sapone; solo una minoranza dei casi finiscono con sanzioni e l'eventuale temporanea sospensione dall' "ordine, ma in nessun caso abbiamo assistito - almeno fino ad oggi - al sequestro e alla chiusura di una emittente radiofonica, televisiva o di un giornale. 

Quando la notizia della chiusura di Radio Studio si è diffusa, numerosissime le attestazioni di solidarietà ricevute da Gheri, anche sul profilo Facebook; gli ascoltatori e gli amici di Gheri hanno immediatamente creato anche un gruppo Facebook, "Contro la chiusura di radio Studio 54... Una voce libera messa a tacere" e hanno dato luogo a manifestazioni di sdegno. L'opinione più gettonata è quella che Gheri sia stato "punito" perché lui e la sua radio disturbano il sistema: da sempre infatti Gheri denuncia con forza le "malefatte" delle amministrazioni locali - dai comuni dell'area fiorentina, fino alla Provincia e alla Regione - da sempre governate dal centrosinistra. Malefatte della politica locale, ma non solo.


Ogni giovedì Gheri conduce, anzi ormai conduceva - una rubrica, seguitissima da tutta Italia grazie alla possibilità di ascoltare la radio in streaming sul sito radiostudio54.it, che affrontava, con tanto di testimonianze dirette, la questione dei bambini sottratti alle famiglie "colpevoli" di essere povere, di non avere la possibilità di mantenere adeguatamente il proprio figlio:  "è inconcepibile sottrarre un bambino alla propria famiglia e chiuderlo in un istituto, causando atroci sofferenze sia ai genitori ed ai parenti che al bambino stesso, per questioni economiche: anziché dare sostegno alla famiglia che attraversa una situazione di difficoltà, viene distrutta. Sarebbe sufficiente aiutarli temporaneamente con 700€ al mese, mentre mantenere un bambino in un istituto costa alla collettività circa 9.000€ al mese". 

L'impegno di Gheri va oltre ai microfoni; insieme ad alcuni cittadini indipendenti ha costituito una lista civica, orientata verso il centrodestra, chiamata "voce al popolo" che si pone all'opposizione, nelle cui fila Gheri è stato eletto consigliere comunale a Scandicci. Una lista civica che, a differenza di altri partiti che teoricamente si collocano all'opposizione ma di fatto si dimostrano "indulgenti" nei confronti delle amministrazioni, non fa sconti; nonostante la vicinanza, Gheri non risparmia critiche nei confronti dei partiti del centrodestra, infatti anziché aderire a questi ha costituito, insieme ad altri cittadini, una lista civica propria.

il manifesto della trasmissione condotto da Mirushe Koci
ai microfoni di radio studio 54
Le accuse di "propaganda di idee razziste" secondo i sostenitori di Radio Studio 54 sono "strumentali"; Gheri in alcuni episodi, affrontando argomenti e notizie legate all'immigrazione clandestina e ai reati ad essa legati avrebbe rilasciato dichiarazioni discutibili, tipo "devono essere rimandati tutti a casa sua" ma da qui alla "propaganda di idee razziste" ce ne corre. "Se Gheri deve essere punito per questo, mi chiedo come possa trasmettere ancora la radio della Lega, che trasmette oltretutto in un ambito più ampio, finita al centro di numerose polemiche per dichiarazioni sugli immigrati" dichiara un ascoltatore di Radio Studio 54, indignato. E in effetti a fare una semplice ricerca su Youtube emerge di tutto. Della questione ne ha parlato anche il giornalista Daniele Sensi, autore del video Delirio su Radio Padania: "Evviva il razzismo"; su quella radio abbiamo ascoltato persino inviti a "boicottare i negozi degli immigrati", per non parlare delle sparate che Prosperini rilasciava tramite una TV privata. MA NESSUNA RADIO/TV PER QUESTI MOTIVI, FINO AD OGGI, ERA STATA CHIUSA E POSTA SOTTO SEQUESTRO.


Tra l'altro, quando le forze dell'ordine si sono presentate alla sede di Radio Studio, Gheri stava intervistando un suo amico senegalese, che più volte ha preso parte alle trasmissioni; da qualche mese inoltre, Radio Studio 54 ha dato vita a un programma settimanale dedicato agli stranieri, "Anche la luce dell'est" condotto dalla cittadina albanese Mirushe Koci, che vive in Italia da oltre 20 anni.

Nei mesi scorsi Radio Studio 54 ha ospitato anche il nostro portavoce Alessandro Raffa, a cui ha consentito di parlare di illeciti bancari e altre questioni che i mass media - siano essi cartacei, televisivi o radiofonici - nascondono con accuratezza all'opinione pubblica, come potete verificare ascoltando la registrazione audio dell'intervento, durato circa 40 minuti. Un utente, quando pubblicizzammo la nostra presenza ai microfoni di Radio Studio, ci invitò a non andarci: "Gheri è di destra, non ci andate". E la nostra risposta, che Alessandro ha ribadito anche ai microfoni di Radio Studio 54 è stata: "NOI SIAMO PRONTI AD ANDARE DA CHIUNQUE SIA DISPONIBILE A FARCI PARLARE DI CIO' CHE I MASS MEDIA NON DICONO, SE CI INVITA UNA RADIO LEGATA ALLA SINISTRA PARTECIPIAMO VOLENTIERI". Ma fino ad oggi, non ci ha invitato nessuno: forse perché i discorsi che faremmo, per qualcuno risulterebbero scomodi... invece Gheri ci aveva offerto la massima disponibilità per darci la possibilità di parlare ai suoi seguitissimi microfoni...

Al di là delle IDEE di ciascuno, una cosa è SICURA: chiudere una radio e porla sotto sequestro per questi motivi è INAMMISSIBILE, un attacco alla libertà di stampa e di espressione. Lo ribadiamo: SE GHERI HA COMMESSO DEI REATI, CHE SIA PUNITO NELLA SEDE OPPORTUNA; CHE SIA PROCESSATO E CONDANNATO NEI TERMINI E NEI MODI STABILITI DALLA LEGGE.

Per questo riteniamo inopportune le parole del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che sulla propria pagina Facebook ha espresso soddisfazione per la chiusura di radio studio 54. Di diverso avviso invece gli esponenti del centrodestra: il senatore del PDL Achille Totaro ha definito "abnorme" il provvedimento nei confronti di radio studio 54. Ci auguriamo che la questione non venga relegata sul piano politico: la libertà di stampa non ha colore, è un bene comune di tutti. 


Come diceva Voltaire "non condivido la tua idea ma darei la vita perché tu la possa esprimere"

staff nocensura.com

AGGIORNAMENTO ore 22:04 - ADUC sulla chiusura di radio studio:

(...) Una violenza che, pur se legittima perche' esercitata da un organo della magistratura, ci ricorda i sequestri preventivi di anarchici e socialisti quando, nel trentennio mussoliniano, c'era una visita in citta' di qualche importante esponente del governo o del partito fascista. (...) Non crediamo che Radio Studio 54 fosse fatta solo di trasmissioni presunte diffamatorie e incitanti all'odio razziale. Per cui: perche' chiudere tutto? Non solo, ma -ammesso che fosse stata chiusa solo la specifica trasmissione- perche' chiudere e non limitarsi all'ingiunzione?
Chi ha paura di cosa? Noi dubitiamo che la censura sia lo strumento per combattere il presunto odio razziale, che se si limita all'espressione di opinioni puo' essere combattuto solo con altrettante espressioni di diverse opinioni. (...) LEGGI TUTTO




1 commenti:

Anonimo ha detto...

assurdo se uno parla dei problemi di questo paese alla rovina da chi ci governa,viene censurato.
e pensare che i nostri vecchi hanno combattutto per la nostra democrazia e la libertà di pensiero.
e poco a poco stiamo tornando alla dittatura

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