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giovedì 5 aprile 2012


GRAVE ATTO INTIMIDATORIO AI DANNI DI DIGNITA’ SOCIALE. BRUCIATE DUE AUTO DEL FRATELLO DI UN MILITANTE A COSENZA. Calvani “Non arretreremo di un passo. Porteremo avanti la nostra battaglia per un’Italia migliore

Grave atto intimidatorio nei confronti della famiglia di Roberto Corsi, esponente regionale per la Calabria del movimento nazionale Dignità Sociale. Nella notte tra mercoledì e giovedì ignoti hanno dato fuoco alle due auto di Raffaele Corsi, fratello di Roberto. L’episodio è avvenuto a Cosenza dove entrambi risiedono e ovviamente nessuno ha visto o sentito niente. Le foto parlano da sole.
L’atto è dovuto all’attività politica di Roberto, che è stato uno dei primi ad aderire al movimento che è nato solamente a gennaio di quest’anno. La “colpa” di Roberto Corsi è stata quella di denunciare con un sit- in nelle piazze di Cosenza il vertiginoso aumento di suicidi tra imprenditori e lavoratori vessati da Equitalia e da uno stato vampiro che con tasse e confische sta mettendo in ginocchio chi ha sempre lavorato e prodotto ricchezza in questa nazione dove trionfa il malaffare e l’economia in nero. Roberto ha denunciato questi suicidi di Stato in una regione che è tra le più difficili in Italia, una Calabria dove le forze oneste sono costrette a chiudersi in casa o ad emigrare, perché il potere politico, sociale ed economico è in mano a bande organizzate che controllano ogni singolo palmo del territorio. Eppure la sua azione non era un atto di denuncia verso al Calabria e la sua classe dirigente, ma puntava diritta allo stato nazionale.

E’ per questo che l’attentato ai danni di suo fratello, cittadino onesto e al di sopra di ogni sospetto come hanno anche ribadito le forze dell’ordine, lascia sgomenti, arrabbiati e con un gran senso di vuoto. “Ma Roberto e tutti i cittadini che non vogliono scendere a patti con questa società malata e corrotta non verranno lasciati soli – tuona Danilo Calvani, segretario nazionale di Dignità Sociale appena saputo dell’atto intimidatorio –. E’ già partita una catena di solidarietà che cercherà di portare a Roberto e a suo fratello non solo parole di conforto. Ma anche un concreto aiuto economico. Quello che è accaduto a Cosenza dimostra ancora una volta che il nostro paese è diventato un far west, dove il più forte, quello che ha gli agganci giusti, quello che può contare sull’impunità garantita da una classe dirigente che ha occupato ogni spazio della vita sociale e civile di questa regione, può fare quello che vuole. Anche ridurre in ginocchio una famiglia la cui unica colpa è quella di impegnarsi per migliorare la condizione di vita dei cittadini”.
Tutti i membri di Dignità Sociale e tutti i cittadini che hanno saputo dell’attentato su Facebook e sugli altri social networks esprimo la loro solidarietà a Roberto e alla sua famiglia. “Se pensano di fermarci o di intimidirci – conclude Cavani - si sbagliano tutti di grosso. Con noi ci sono persone perbene che vogliono vedere l’Italia crescere e dare un futuro ai loro figli. Siamo appena nati e già diamo così fastidio. Per questo andremo avanti, anche se incendieranno tutte le macchine degli italiani onesti”.


Comunicato stampa di Dignità Sociale


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