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martedì 27 marzo 2012
“Il Pd farà la su parte per difendere la dignità dei lavoratori”. Frasi del genere che nascondono dietro la retorica il paradosso di  posizioni inconciliabili, sono il segno di una malattia che ha il sapore di un destino fatale. Forse è vero, come dice Parlato che moriremo democristiani, perché in fondo quella dei Dc è l'unica filosofia che ha la capacità di guardare alla storia con la pazienza e il distacco necessario, come di colui che attende sulla riva del fiume, ben sapendo che aldilà della spregiudicatezza dei nuovi rentiers, buona per soddisfare un edonismo di breve durata, c'è sempre negli eventi storici il ripetersi di uno schema preciso, una circolarità che ripropone l'essenza della politica e della storia come tema ricorsivo e immodificabile. Rompere gli schemi significa sparigliare le carte, non accettare le regole del gioco, facendo leva su nuovi soggetti politici, ma questi ultimi sembrano non raggiungere mai l'unità di intenti necessari.
Un partito che dice di voler acconsentire a una politica liberista per necessità contingenti, ma si ripromette, passata la buriana di aderire ad una visione “laburista” del lavoro, o è schizofrenico o è un imbroglione che cerca di nascondere la verità. Non c'è nessun motivo di credere che una politica liberista, che ha dimostrato in milioni di occasioni il suo drammatico effetto, vada bene in una determinata fase storica e sia inadatta in un'altra, e lo stesso si può dire di una politica, che per definizione si presume antiliberista (dimentichiamoci di Blair).
Per quanto uno si arrovelli, l'autolesionismo del Pd non è facilemente comprensibile se non si ricorre ad una visione in bilico fra il complottismo e la semplice constatazione che la politica nazionale risponde ormai a logiche imposte da organismi esterni allo stato nazione. L'unica chiave per interpretare il fenomeno Pd, aldilà della psicopatologia e del grave ritardo mentale, sembra essere questa. Ma sia come sia a noi cittadini preoccupati del nostro futuro, importa qualcosa della schizofrenia del Pd?
Forse si, ma a questo punto si impone un Trattamento Sanitario Obbligatorio.


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