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giovedì 1 marzo 2012
smog
Di smog si muore. E per evitare che la situazione peggiori sono necessarie nuove norme europee e politiche antinquinamento. A lanciare l’allarme è la European Respiratory Society’s Environment and Health Committee (Società europea per la Salute Respiratoria e la qualità dell’Ambiente) che ha messo in evidenza la relazione tra l’inquinamento atmosferico e le malattie cardio-respiratorie dei cittadini del vecchio continente, specie quelli che abitano nelle grandi metropoli. 
Oltre ai pericoli, gli studiosi hanno stilato un elenco di consigli destinati ai legislatori europei in cui illustrano tutti i provvedimenti urgenti da adottare nei prossimi mesi, specie quando si parlerà di salute pubblica e dei nuovi livelli di smog.


ll messaggio, pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal, è infatti destinato non solo ai cittadini – che dovrebbero prendere coscienza della pericolosità dell’inquinamento e delle conseguenze sulla salute – ma soprattutto ai legislatori europei, che nei prossimi mesi modificheranno la Direttiva europea sui limiti degli inquinanti dell’aria e le politiche contro lo smog.

Siglato dai più autorevoli epidemiologi ambientali, tra i quali anche Bert Brunekreefdell'Università di Utrecht e Francesco Forastiere del Servizio sanitario del Lazio, il documento(che potremmo definire un vero e proprio manifesto) è accompagnato da un vademecum dedicato al legislatore in cui gli esperti evidenziano la necessità di ridurre sensibilmente, a livello europeo, la concentrazione degli agenti inquinanti presenti nell’aria: le nuove leggi dovranno abbassare in tempi celeri i livelli di inquinamento, seguendo i limiti già fissati dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
Tra le priorità evidenziate nel decalogo, gli scienziati evidenziano la necessità di ridurre in particolare la concentrazione delle polveri sottili e dell’ozono, ovvero gli inquinanti più pericolosi in assoluto.
Gli scienziati fanno notare poi che, in Europa, gli attuali limiti per i maggiori inquinanti non sono affatto garanzia di salute: non a caso i parametri fissati dall’Europa per le polveri sottili sono molto lontani da quelli stabiliti dall’organizzazione mondiale della sanità e dagli standard di molte altre nazioni.
Tra gli aspetti più importanti, anche le emissioni tossiche provenienti dai veicoli, che dovrebbero essere ridotte drasticamente con una delle prossime leggi europee sull’ambiente e la qualità dell’aria.
Inoltre, secondo gli scienziati, è necessario sensibilizzare i cittadini sulla pericolosità delle alte temperature combinate con le sostanze inquinanti presenti nell’aria: sommate fanno più danni che non da sole. Ma c’è di più: le correnti di aria calda e le temperature calde estive contribuiscono in modo fondamentale all’aumento della concentrazione di ozono, che porterà inevitabilmente a morti premature, specie tra gli anziani che già soffrono di patologie respiratorie.
In breve, la qualità dell’aria è uno dei temi centrali da affrontare in Europa: secondo un’analisi fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con le attuali tendenze, l’aspettativa di vita nel vecchio continente scenderà mediamente di 9 mesi.
“Speriamo vivamente – ha detto il professor Brunekreef – che i legislatori europei decideranno di avvalersi dei nostri principi per fare scelte giuste e necessarie a garantire la salute pubblica. Migliorando la qualità dell’aria – ha sottolineato lo scienziato – non migliorano solo le condizioni di vita, ma anche la produttività dei cittadini”.

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