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giovedì 15 marzo 2012
La compagnia irlandese leader sul mercato del nostro Paese   Per i concorrenti il regime fiscale di Dublino garantisce al vettore un vantaggio slealeLa copertura dei piccoli aeroporti alla base della crescita costante dei clienti 

Michael O´Leary, numero uno di Ryanair, era pronto a scommetterci già nel 2010: «Siamo vicini al sorpasso su Alitalia, presto diventeremo la prima compagnia italiana». Due anni fa il colpaccio non arrivò per un pugno di passeggeri, 55mila in meno. Ma col 2011 la profezia del manager irlandese si è avverata e il gigante low cost ha messo la freccia e superato il vettore tricolore di 3 milioni di passeggeri.

Secondo i dati resi noti ieri da Melisa Corrigan, il direttore vendite e marketing del gruppo, lo scorso anno «Ryanair è diventata la compagnia aerea più grande d´Italia, con 28,1 milioni di passeggeri contro i 25 milioni dichiarati da Alitalia». Un successo che, a sentire la campana irlandese, è tutto frutto di una politica dinamica e aggressiva su prezzi e numero di rotte servite. Secondo la concorrenza però, il successo della compagnia dell´arpa celtica sarebbe pure dovuto ad una spregiudicata politica di sovvenzioni pubbliche ricevute dagli enti locali, oltre che da un regime di fiscalità (irlandese) molto più favorevole rispetto a quello italiano. Due questioni su cui O´Leary dovrà a breve rispondere: il Fisco italiano ha già bussato alla porta del vettore irlandese chiedendo conto di 350 milioni di euro di imposte non versate all´erario tra il 2005 e il 2009. Inoltre la direzione provinciale del lavoro di Bergamo ha recentemente contestato alla linea aerea irlandese il mancato pagamento di contributi per 12 milioni: Ryanair, secondo l´accusa, verserebbe in Irlanda le "marchette" dovute ai 650 dipendenti che lavorano in Lombardia e usufruiscono del sistema sanitario nazionale.


Un tema caro ai sindacati di categoria, da tempo sul piede di guerra: «Il primato di Ryanair in Italia risiede esattamente nella competizione scorretta e truccata, da sempre tollerata nel nostro Paese a differenza di ciò che è accaduto nel resto d´Europa» dice il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, «il governo, l´Inps e l´Agenzia delle Entrate dovrebbero svegliarsi dal letargo e chiedere a Ryanair il rispetto della legge che tutti in Europa le hanno imposto. In particolare - spiega Rossi - in merito alla completa evasione fiscale e contributiva perpetrata ai danni del nostro Paese e dei lavoratori italiani impiegati da Ryanair».

Anche il "regolatore" nazionale Enac, per bocca del suo presidente Vito Riggio, pone l´accento sul tema della contribuzione e del Fisco: «Che Ryanair diventasse la prima compagnia in Italia era nelle cose ma l´Europa si deve porre un problema di competizione a condizioni non eque, visto che Ryanair non applica contratti italiani e paga tasse meno onerose in Irlanda». In ogni caso O´Leary si gode questo sorpasso tra le nuvole del Bel Paese - dopo quello ormai consolidato nei cieli d´Europa - e punta ad alzare il proprio obiettivo ad una quota ancor più elevata: Ryanair anche nel 2012 cercherà di consolidare il primato italiano: l´obiettivo è la quota record di 30 milioni di passeggeri.
A Fiumicino, intanto, il colpo arriva proprio nel bel mezzo del passaggio delle consegne tra Rocco Sabelli e il suo successore Andrea Ragnetti, che sarà nominato numero uno di Alitalia entro venti giorni. il recupero della leadership non sarà facile in un anno di crisi anche se nel futuro della ex compagnia di bandiera è scritta la fusione con Wind Jet e Blue Panorama. I due vettori low cost porteranno altri 5 milioni di passeggeri, che sommati ai 25 milioni trasportati nel 2011 dovrebbero rimettere in equilibrio la lotta per il predominio dei cieli italiani.

fonte: "la Repubblica"




1 commenti:

RacingPolitics ha detto...

e cosa dobbiamo farci? l'italia, e tutte le sue connessioni sono gestite male. è destino essere battuti da tutti

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