Ricev. & pubbl: IL FERMO AUTO DEVE ESSERE MOTIVATO

Una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha dichiarato illegittimo un fermo auto perché privo di motivazione: 

Testo a cura dell'Avv. Matteo Sances 
Studio Legale Tributario Sances - www.studiolegalesances.it

IL FERMO AUTO DEVE ESSERE MOTIVATO
Il preavviso di fermo è un provvedimento amministrativo e come tale deve essere motivato.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari (Sent. CTP di Bari n.276/01/11 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), la quale dichiara che “una volta riconosciuta la natura di procedimento amministrativo del fermo, il preavviso di fermo deve essere motivato in modo congruo e specifico”.
I giudici, inoltre, chiariscono la portata della motivazione che deve riguardare “le specifiche esigenze che giustificano l’adozione della misura cautelare sia in rapporto all’entità del credito tributario e sia in relazione alle circostanze, proprie del debitore, che inducano a temere la compromissione delle garanzie del credito”.

Proprio in merito all’azione del concessionario e al dovere di motivazione sui suoi atti, si ricorda una precedente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.177/22/11 anch’essa liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti).
Anche in quel caso i giudici rilevavano l’importanza della motivazione durante la fase della riscossione affidata al concessionario.
In particolare, la Commissione rilevava come nel caso specifico non fosse facilmente comprensibile al contribuente l’attività di riscossione, con la conseguenza che “… gli importi iscritti al ruolo potrebbero essere probabili ma non anche certi e dovutiNe deriva, pertanto, che solo un atto trasparente e facilmente leggibile (e controllabile) da parte del contribuente può rispettare i canoni di un atto legittimo, in quanto non crea alcun dubbio in merito alle somme richieste”.
Infine, è importante ricordare che l’onere della chiarezza e motivazione degli atti della riscossione è previsto anche dallo Statuto dei Diritti del Contribuente (legge n.212 del 27/07/2000), il quale prevede all’articolo 7 che tutti gli atti tributari devono essere sufficientemente motivati “indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione”. 

Avv. Matteo Sances




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