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giovedì 29 marzo 2012

Aumenti Irpef nei Comuni italiani ma anche diminuzioni: le novità

Nonostante buste paga e pensioni più basse in questo mese di marzo, a causa delle tasse trattenute, molti Comuni italiani manterranno la loro addizionale Irpef, che tanto incide sui conti degli italiani, inalterata.
Molti lo faranno per aumentare l’aliquota Imu in arrivo a giugno e che rappresenterà talvolta una vera e propria stangata. Complessivamente, 48 Comuni su 77 consultati hanno già deciso di mantenere l’addizionale Irpef immutata, 27 l’hanno ritoccata verso l'alto, mentre in due Comuni, Firenze e Goriza, è scesa rispettivamente dallo 0,3 allo 0,2% e nel secondo caso azzerata addirittura dall'0,1% che nel 2011 ha portato circa mezzo milione nelle casse del municipio.
Sono 35 i Comuni che, invece, faranno valere l'aliquota massima dello 0,8%, che a Roma salirà addirittura allo 0,9%. Ci sono poi amministrazioni che hanno stabilito i rincari ma a scaglioni, arrivando a prevedere l'aliquota dello 0,8% solo per i redditi più alti, come a Cuneo, dove chi ha redditi fino a 15mila euro viene gravato dello 0,59%, valore che sale allo 0,60% per lo scaglione 15-28mila euro, quindi 0,65% fino a 55mila euro, per salire allo 0,75% per chi guadagna da 55 a 75mila euro e riservare lo 0,8% ai più agiati.

Previste, invece, esenzioni per i redditi più bassi (fino a 10-15mila euro): a Ragusa, per esempio, si dovrebbe passare dallo 0,6% con esenzione per i redditi sotto 8.500 euro a un prelievo modulare da 0,6 a 0,8% con esenzione fino a 10mila euro e aliquote crescenti sulla base di cinque scaglioni.
Esenzioni anche a Venezia fino a 15.000 euro; 0,19% fino a 50.000 euro; 0,20% oltre i 50.000 euro. Per i redditi fra 15.000e 50.000 euro addizionale calcolata con aliquota dello0,19%). Addizionale allo 0,2% a Milano, Bolzano, Udine, Pisa; allo 0,3% Lecco; 0,4% Pescara, Nuoro, Forlì; 0,8% ad Ancona, Bari, Brindisi, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Chieti, Alessandria, Ferrara, Foggia, Genova. 




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