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sabato 24 marzo 2012
Durissima presa di posizione dell' "Alta Corte di Kerala" circa la posizione dei Marò italiani, accusati addirittura di aver commesso un "atto terroristico":

"L'uccisione di due pescatori indiani da parte dei maro' italiani nelle acque del Kerala è da considerare un atto terroristico, perché hanno sparato 'a uomini disarmati''.


Queste le parole del giudice GS Gopinath dell'Alta Corte, riportate sul quotidiano "The Hindustan Times", precisando che secondo le ricostruzioni indiane i pescatori sarebbero stati uccisi "senza alcun preavviso" (cioè senza spari di avvertimento, ndr) quando la loro imbarcazione ha incrociato il mercantile "Enrica Lexie". Intanto è fissato per martedì il processo per il rilascio della petroliera italiana.

Sembra aggravarsi quindi la posizione dei due Marò italiani. Molti analisti avevano previsto che la situazione si sarebbe risolta dopo le elezioni indiane, in quanto il rilascio dei marò prima della scadenza elettorale avrebbe potuto ripercuotersi negativamente, in quanto nel distretto di Kerala il peso politico dei pescatori è notevole, e le opposizioni nei giorni seguenti hanno persino criticato l'amministrazione di "avere una posizione troppo morbida con i militari italiani".

Quello che potrebbe aver "spazientito" gli indiani, inducendoli a trattenere i militari sul posto, è il fatto che i Marò negano ogni addebito, di fronte a quelle che loro ritengono esser "prove certe" di colpevolezza, e probabilmente hanno percepito che l'uccisione dei due pescatori, se giudicata in Italia, sarebbe rimasta impunita. Se sarà accertato che i marò italiani hanno ucciso i pescatori, è giusto che rispondano delle loro azioni di fronte alla legge, ma questo innanzitutto deve avvenire seguendo i dettami dei trattati internazionali, e non regole imposte unilateralmente dall'India, in barba ai regolamenti internazionali; e in secondo luogo, è inaccettabile che i due marò italiani siano definiti "terroristi", in quanto anche se fossero responsabili dell'omicidio, si tratterebbe sicuramente di un tragico errore, e non certo un omicidio per divertimento.

staff nocensura.com


5 commenti:

Nemesi la Dea ha detto...

Non capisco questa mania tutta italiana di giudicare i tribunali esteri, cerchiamo delle vie o delle scappatoie, proprio noi che siamo l'esempio vivente di ingiustizia sociale. I due marò negano ogni accusa, sarà stato lo spirito santo a sparare ai pescatori. Puliamoci la faccia prima di giudicare gli altri stati, noi non possiamo di certo essere d'esempio a nulla.

Anonimo ha detto...

In risposta alla Dea Nemesi...in linea di massima potrei concordare con quel che hai scritto; purtroppo proprio il rispetto delle regole, la certezza elle leggi nazionali ed internazionali impongono che, a prescindere dalla colpevolezza o meno dei nostri marò , i fatti vengano accertati e giudicati in Italia.
Non si può in alcun modo giustificare la presa di poisizione dell'India, agira in barba alle leggi non induce '0'noi a lavarci la faccia '' e loro a divenire un paese più civile e moderno.

Anonimo ha detto...

Scusate, ma c'è un punto contradditorio: secondo il nostro governo essendo avvenuto l'atto in acque internazionali vale la nazionalità dell'imbarcazione in cui il fatto è avvenuto. Ma l'uccisione dei pescatori è appunto avvenuta in una imbarcazione indiana, dunque secondo logica è l'India ad avere giurisdizione e comunque non appare per niente scontata quella italiana.

Anonimo ha detto...

il patriottismo produce queste robe qui.
Quando i piloti dementi tranciarono i cavi della funivia del cernis tutti a strapparsi i capelli perchè li si voleva processare qui.
Quando invece a fare la cazzata siamo noi...apriti cielo, l'India è un popolo di barbari e vaffanculo ai 4 pescatori con le pezze al cul.
Chissà ai tempi cosa pensavano gli ammerighani delle istituzioni italiane.

Anonimo ha detto...

ad onor del vero la nave incriminata è italiana.
enrica lexie:
http://www.marinetraffic.com/ais/it/shipdetails.aspx?MMSI=247232700

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