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martedì 27 marzo 2012
‎SICCOME I POLITICI HANNO POCHI PRIVILEGI, PER CIRCOLARE NELLE ZTL E PER PARCHEGGIARE PIU' FACILMENTE, (e gratis anche dove ci sono le strisce blu) MOLTI POLITICI - DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI - HANNO PENSATO BENE DI UTILIZZARE I PASS DESTINATI AI DISABILI... Una pratica vergognosa e schifosa quando a farlo sono i cittadini "qualsiasi", che a farlo sia chi amministra è inaccettabile... E MAGARI UNO CHE è DISABILE DAVVERO DEVE RINUNCIARE A PARCHEGGIARE PERCHE' TROVA I POSTI OCCUPATI DA LORO.... di seguito la lista di alcuni nomi. Staff nocensura.com
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Un’attrazione irresistibile: quella tra i politici e il pass per i disabili che serve a trovare parcheggio più velocemente e a transitare in barba alle zone a traffico limitato. Con Gian Mario Chiocci e Simone di Meo il Giornale ci racconta gli ultimi casi di parcheggiatori a loro insaputa nella casta della politica. Un vizietto assolutamente bipartizan:
A Cesena, il consigliere democratico Mara Biguzzi, che utilizzava il pass intestato a un familiare, si è dimessa dal consiglio comunale con una lunga lettera di scuse ai cittadini. L’avevano beccata ad andare in giro con l’auto, dotata di tagliandino, ma senza disabile a bordo. Dopo una quindicina di giorni di pressing, ha deciso di gettare la spugna «ormai stanca dello stillicidio quotidiano di giudizi» e perché, per questa storia, ha perso finanche il sonno. Sonno che, invece, conserva la collega d’aula Antonella Celletti (Lega Nord) che, per difendersi, tira addirittura in ballo la «macchina del fango» (in sosta vietata).
E comunque, a caderci non sono solo i politici posto che in un’indagine collegata sono infatti indagati il bomber del Bologna, Marco Di Vaio, e undici compagni di squadra che avrebbero usato permessi intestati a una dipendente disabile della società:

In Liguria, invece, l’ex consigliere regionale del partito democratico Fabio Broglia si è trovato al centro di un «giallo» per il cartellino arancione: pass, con identico numero di concessione, sono comparsi su due diverse auto, quasi nelle stesse ore. Una intestata a lui e l’altro alla madre. Un caso di duplicazione? Il politico smentisce seccamente minacciando querele oltre a ipotizzare – pure lui – un complotto ai suoi danni.
Mistero (con minacce di denunce) anche nella Capitale: Dove al consigliere di municipalità Pdl Fabio Benedetti è stato attribuito l’uso di un pass intestato a un morto per la sua Porsche parcheggiata in piazza di Spagna. Benedetti ha vigorosamente negato di averlo utilizzato, e dopo mesi di accertamenti a sue spese, ha annunciato l’intenzione di querelare chi ha osato ironizzare sulla sua onestà. E come non parlare dell’ex sindaco di Trovo (Pavia) denunciato per aver sbianchettato un pass disabile che lui stesso aveva autorizzato. E se proprio non c’è un disabile a cui «appoggiarsi», le strade della truffa per handicappati di comodo sono infinite.
Con protagonisti insospettabili: Sempre a Roma, ad esempio, c’è una inchiesta a carico dell’ex vice comandante del secondo gruppo della polizia municipale per 2mila pass «sospetti» rilasciati a importanti imprenditori e commercianti per l’accesso alla zona a traffico limitato: il sospetto degli inquirenti è che a beneficarne possono essere stati politici o gente da loro raccomandata. Un’inchiesta-bomba che vanta un precedente (negativo) per i caschi bianchi della Capitale: l’allora comandante generale Giovanni Catanzaro, vicino all’Udc di cui si paventò una candidatura, beccato a parcheggiare l’auto in sosta vietata con un pass disabili intestato a un altro.

A Bologna son finiti nei guai due inflessibili dipietristi: Il primo è un consigliere provinciale, Paolo Nanni, che non ha restituito il pass intestato alla suocera morta da due anni. Nanni si è autosospeso dal partito (ma ha conservato lo scranno) e rischia di dover pagare 93mila euro di multa. La vettura del collega di partito Idv, il vicepresidente del Consiglio regionale Sandro Mandini, è finita invece fotografata in un parcheggio riservato ai disabili. Quando gliel’hanno fatto notare, ha spiegato: «L’hanno sistemata lì i miei collaboratori, perché io ero atteso a un convegno». Insieme a Napoli e Palermo, a sorpresa proprio Bologna è la capitale italiana dei permessi H: ogni 10mila guidatori, 402 hanno il cartellino arancione. Acquistarne uno fotocopiato costa 250 euro, dicono le indagini.

fonte


1 commenti:

Maria Carmen Triola ha detto...

Grazie per aver condiviso queste notizie e facciamole circolare ,i responsabili devono dimettersi e chiudere con la politica!

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