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mercoledì 29 febbraio 2012
In merito alla proposta avanzata dal Governo di introdurre la nuova fattispecie penale di omicidio stradale per chi guida intossicato da alcool o sostanze psicotrope, invitiamo alla cautela. L'utilizzo inflazionistico e propagandistico della giustizia penale ha finito per renderla molto spesso inefficace, specialmente contro chi ha i mezzi per difendersi e magari far scattare la prescrizione (oggi buona parte dei processi non va a giudizio). E' oggi una giustizia classista che finisce per portare in carcere piccoli delinquenti, spesso tossicodipendenti e stranieri, non sempre in grado di difendersi al meglio.
Per prima cosa, quindi, da un governo tecnicamente preparato ci si aspetterebbe innanzitutto una vasta opera di depenalizzazione, mentre ad oggi si parla solo di introdurre nuovi reati. Soprattutto, ci lascia fortemente perplessi e spaventati la formulazione proposta: sarà omicida chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'influenza di droghe. Perché questa discriminazione fra alcool e droghe? Gli esami tossicologici, infatti, possono rilevare presenza di cannabis e altre sostanze per giorni e anche settimane, contrariamente all'alcool.


Una legge siffatta rischia di mandare potenzialmente in carcere, e comunque incriminare, migliaia di persone che intossicate non erano al momento dell'incidente, ma risultano comunque positive magari perché la sera prima avevano fumato uno spinello con gli amici. Colui che invece si mette alla guida ubriaco, seppur con un tasso leggermente inferiore all'1,5, la farebbe franca.


Chiediamo quindi al Governo di fare molta attenzione all'utilizzo dello strumento penale e alla discriminazione tra alcool e droghe, affinché si interrompa un percorso che ha portato allo sfascio della giustizia e del sistema penitenziario, con l'effetto paradossale di ridurre a zero l'effettività della legge, soprattutto per chi ha i mezzi per difendersi.

Piuttosto, si possono inasprire le pene attuali e soprattutto investire in controlli preventivi sulle strade. Siamo fanalino di coda in Europa in materia di controlli stradali, e non per l'assenza di norme severe. 
Ma si sa, questo comporta spese e personale, e in periodi di crisi del nostro debito pubblico, costa meno annunciare l'invenzione di nuovi reati. 



fonte: ADUC.it


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