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sabato 4 febbraio 2012


Nel 2008 il reddito medio del 10% più ricco degli italiani (49.300 euro) era dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro). Dal 1981 al 2010 dimezzate le aliquote marginali d’imposta sui redditi più alti

“La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse, più elevata che in Spagna ma inferiore che in Portogallo e nel Regno Unito”. È quanto afferma il rapporto Ocse “Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising”, che verrà presentato domani presso la sede dell’Istat. Lo studio analizza l'andamento dei divari di reddito delle famiglie nei trent'anni che hanno preceduto la recente crisi economica globale. In Italia così come nella maggior parte dei paesi Ocse, spiega la ricerca, “la disuguaglianza dei redditi tra le persone in età lavorativa è aumentata drasticamente nei primi anni Novanta e da allora è rimasta a un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine del primo decennio degli anni duemila”.



Per l’Italia, l’aumento della disuguaglianza rilevato nel 2008 rispetto a metà degli anni Ottanta, secondo l’Ocse, è pari al rapporto di 8 a 1. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro). Aumenta di più di un terzo la proporzione dei redditi più elevati. “L’1% più ricco degli italiani ha visto la proporzione del proprio reddito aumentare dal 7% del reddito totale nel 1980 fino a quasi il 10% nel 2008. La proporzione di reddito detenuta dallo 0.1% della popolazione è aumentata da 1.8% a 2.6% nel 2004”. Crescono i redditi, ma le aliquote marginali d’imposta sui redditi più alti si dimezzano passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010. Le enormi distanze tra ricchi e poveri, poi, si evidenziano anche nei matrimoni. Secondo l’Ocse, sempre più persone si sposano con persone con redditi da lavoro simili ai loro. “Questo cambiamento sociale ha contribuito ad un terzo dell'aumento della disuguaglianza di reddito da lavoro tra le famiglie”.

fonte: Redattore Sociale




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