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mercoledì 1 febbraio 2012
L'Onu - istituzione sovranazionale asservita ai "poteri forti" dell'economia globale - rilancia l'idea di una "governance mondiale" per affrontare i temi ambientali: l'idea apparentemente è buona, così come apparentemente lo era quella sulla quale si è basata l'UE - solo che alla prova dei fatti, questa istituzione sovranazionale si è dimostrata un "centro di potere" controllato da pochi, istituito per togliere potere alle "sovranità nazionali"... di seguito l'articolo di Green Report, che illustra le dichiarazioni del Presidente dell'assemblea generale dell'Onu, che propone la governance mondiale sotto un punto di vista propagandistico e positivo.
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Il presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz Al Nasser (nella foto), ha detto che «E' necessario consolidare la governance internazionale sulle questioni legate all'ambiente». 
Al Nasser, intervenendo alla conferenza "Vers une nouvelle gouvernance mondiale pour l'environnement" organizzata dal governo francese a Parigi, ha sottolineato che «La riforma istituzionale sull'ambiente si impone in maniera imperativa.
Abbiamo davanti a noi l'opportunità di creare un nuovo strumento per combattere il degrado ambientale nel mondo e per eradicare la povertà. Questa opportunità è la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile "Rio+20" a giugno di quest'anno, in Brasile. La conferenza Rio+20 dovrà portare ad un'architettura istituzionale forte che sostenga una migliore integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, vale a dire la protezione economica, sociale ed ambientale, tenendo sempre di conto dei nuovi problemi.

Alcune raccomandazioni figurano già ora nella prima versione del documento "L'avenir que nous souhaitons'. Tra queste si trova i una nuova definizione dei ruoli dell'Assemblea generale e del Consiglio economico e sociale, così come una modernizzazione della Commissione sullo sviluppo sostenibile che diventerà un Consiglio sullo sviluppo sostenibile».
Intanto, mentre fervono i preparativi per Rio+20, il ruolo delle Organizzazioni non governative sta assumendo maggiore importanza. Secondo Al Nasser «I protagonisti della società civile apportano delle esperienze, delle conoscenze ed un potenziale considerevole e fanno un gran numero di raccomandazioni utili per migliorare le strutture decisionali, per rafforzare la coerenza e la trasparenza e per far partecipare maggiormente i cittadini allo sviluppo sostenibile. Non c'è alcun dubbio che noi vogliamo vedere i nostri sforzi coronati da successo, occorre elaborare una visione a lungo termine e garantire che gli Stati membri abbiano la volontà reale di preservare il nostro pianeta perché le generazioni future possano profittarne in dignità».
Il 30 gennaio, intervenendo al summit dell'Unione Africana ad Addis Abeba, dove ha presentato il rapporto del suo High-level Panel on Global Sustainability, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon aveva detto: «Adesso più che mai i leader del mondo devono concentrare i loro sforzi su quel che conta di più, la resilienza della gente e del pianeta a lungo termine».
L' High-level Panel on Global Sustainability istituito da Ban è composto da 22 personalità e co-presieduto dalla presidente uscente della Finlandia, Tarja Halonen, e dal presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, che nella capitale etiope hanno presentato il rapporto finale "Resilient People, Resilient Planet: A Future Worth Choosing" che contiene 56 raccomandazioni per mettere in atto uno sviluppo sostenibile ed integrarlo il più velocemente possibile nella politica economica».
Il rapporto dell' High-level Panel on Global Sustainability chiede l'integrazione dei costi sociali ed ambientali, in modo che il mondo fissi i prezzi internazionali e "misuri" le attività economiche. "Resilient People, Resilient Planet: A Future Worth Choosing" chiede anche a tutti i Paesi di sviluppare una serie di indicatori dello sviluppo sostenibile che vanno oltre l'approccio tradizionale legato al Prodotto interno lordo. Il Gruppo di alto livello raccomanda che «I governi sviluppino e mettano in opera una serie di obiettiv i di sviluppo sostenibile che possano suscitare una mobilitazione».
Il rapporto sottolinea «L'importanza della scienza come uno strumento essenziale per prendere le decisioni sulle questioni della crescita sostenibile» e chiede a Ban Ki-moon di condurre l'azione per produrre un Rapporto sulle prospettive mondiali dello sviluppo sostenibile e di pensare ad istituire un Consiglio consultivo scientifico o il ruolo di Consigliere scientifico.
Zuma ha detto: «Con la possibilità che il mondo sprofondi maggiormente nella recessione, i responsabili politici hanno bisogno di idee che li aiutino a navigare in questo periodo difficile. Il nostro rapporto sottolinea chiaramente che lo sviluppo sostenibile è più importante che mai, dato le molteplici crisi che attualmente avviluppano il mondo».
Secondo la Halonen, «L'eliminazione della povertà ed il miglioramento dell'equità devono restare delle priorità per la comunità internazionale».
Ban Ki-moon ha concluso: «Lo sviluppo sostenibile è una delle priorità del mio secondo mandato. Le ragioni sono chiare: sia la scienza che l'economia ci dicono che la strada attuale non può essere tenuta. Abbiamo bisogno di tracciare una nuova via, più percorribile, per il futuro, che rinforzi l'uguaglianza e la crescita economica, proteggendo allo stesso tempo il nostro pianeta».
«Con la possibilità di scivolare ulteriormente il mondo in recessione, i politici hanno fame di idee che possono aiutarli a navigare in questi tempi difficili - ha detto il presidente Zuma - La relazione chiarisce che lo sviluppo sostenibile è più importante che mai dato le molteplici crisi ora avvolge il mondo».
Rivolgendosi al Segretario Generale attraverso video, co-presidente presidente Halonen ha sottolineato l'importanza delle persone ponendo al centro di uno sviluppo sostenibile l'"Eliminazione della povertà e dell'equità miglioramento devono rimanere delle priorità per la comunità mondiale", ha osservato il presidente Halonen.
«Il gruppo di esperti ha concluso che l'emancipazione delle donne e garantire un ruolo più importante per loro l'economia è fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Ringrazio i miei co-presidenti, presidenti Halonen e Zuma, per aver condotto il Panel ed esprimo il mio apprezzamento a tutti i membri del Gruppo per il loro contributo. Conto su di loro per continuare a difendere i loro suggerimenti e chiedo a tutti i settori della società di unirsi in questo sforzo».
Oltre a Zuma ed Hakkonen l High-level Panel on Global Sustainability uinclude altri 20 attuali ed ex Capi di Stato, ministri e rappresentanti del settore privato e società civile: Sheikh Abdallah Bin Zayed Al Nahyan, ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti; Hajiya Amina Az-Zubai, ex senior special assistant e consulente del president della Nigeria per gli Obiettivi di sviluppo del millennio; Ali Babacan, vice- premier della Turchia; James Laurence Balsillie, ex co-chief executive officer di Research in Motion; Alexander Bedritsky, consigliere del residente della Russia ed inviato spoeciale per il clima; Gro Harlem Brundtland, ex primo ministro della NOrvegia; Micheline Calmy-Rey, ex presidente ed ex ministro degli esteri della Svizzera; Julia Carabias Lillo, ex ministro dell'ambiente del Messico; Gunilla Carlsson, ministro per lo sviluppo e la cooperazione internazionali della Svezia; Luisa Dias Diogo, parlamentare ed ex primo ministro del Mozambico; Han Seung-soo, presidente del Board of Directors del Global Green Growth Institute ed ex premier della Corea del sud; Yukio Hatoyama, ex primo ministro deol GIappone; Connie Hedegaard, commissaria all'azione climatica dell'Unione europea; Cristina Narbona Ruiz, ex ministro dell'ambiente della Spagna; Jairam Ramesh, ministro allo sviluppo rurale dell'India; Susan E. Rice, rappresentante permanente degli Usa allOnu; Kevin Rudd, ministro degli esteri ed ex premier dell'Australia; Freundel Stuart, primo ministrio delle Barbados; Izabella Mônica Vieira Teixeira, ministro dell'ambiente del Brasile; Zheng Guoguang; amministratore della China Meteorological Administration.




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