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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
domenica 12 febbraio 2012

a cura dell'Avv. Matteo Sances
Studio Legale Tributario Sances



"Gonfiare" le schede carburante dei veicoli dell’azienda dichiarando un costo maggiore di quello effettivo configura il reato di dichiarazione fraudolenta.
Ciò è quanto emerge da una recente pronuncia della Suprema Corte (sentenza n.912 del 13 gennaio 2012, liberamente visibile all’interno del gruppo di Facebook “SOS FISCO – sezione Documenti), la quale ha infatti paragonato tale condotta a quella che si tiene in caso di uso di fatture false, come stabilito dall’art. 2 del Dlgs n.74/2000 (reato di dichiarazione fraudolenta che prevede pene da un anno e sei mesi a sei anni di reclusione).
I giudici, infatti, sostengono che la contestazione di tale figura di reato non sia suscettibile di censura laddove la documentazione contabile esaminata dal giudice del merito – nella quale, dunque, sono ricomprese a pieno titolo anche le schede carburante – sia risultata falsa e indirizzata all’indebita deduzione dei costi.
Il quadro probatorio così  delineato, pertanto,  ha reso  credibile  agli  occhi  del giudicante e della Suprema Corte l’integrazione della fattispecie delittuosa di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 che, come è noto, colpisce  la  fraudolenza della  dichiarazione  mediante  l’uso  di  fatture  o  altri  documenti  per
operazioni inesistenti.
Infine, si tiene a precisare la posizione assunta in questi ultimi anni dalla Corte di Cassazione in merito al legame tra le norme penali tributarie e i comportamenti adottati dai contribuenti.
La Suprema Corte  ha infatti chiarito che la riforma  della  disciplina  penale  tributaria  contempla  sia  i
reati di danno (ossia le dichiarazioni fraudolente ed infedeli) quanto  quelli  di pericolo (come ad esempio i comportamenti  idonei alla  lesione  dell’interesse fiscale tramite l’emissione di documenti fittizi). 
Tuttavia, chiarisce sempre la Cassazione, deve  escludersi il concorso fra la fattispecie del delitto di emissione di documenti fittizi e quello relativo alla dichiarazione fraudolenta (si veda sent. Corte Cass. n.10394 del 16/03/2010).
Sarà dunque onere del giudice valutare al meglio in quale fattispecie delittuosa rientri l’imputato.

a cura dell'Avv. Matteo Sances 



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