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giovedì 16 febbraio 2012
All'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti, il presidente Giampaolino segnala che "analisi condotte per l'imposta sul valore aggiunto evidenziano un tax gap superiore al 36%". E denuncia: "Sono carenti le misure e le valutazioni ex post circa l'impatto che le politiche pubbliche esercitano sulla dinamica delle entrate e delle spese"

L’evasione
 dell’Iva in Italia è ai livelli più alti in Europa, solo in Spagna fanno peggio. E’ laCorte dei conti, per bocca del suo presidenteLuigi Giampaolino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012, a evidenziare i livelli record raggiunti dal nostro Paese: ”Analisi accurate condotte per l’imposta sul valore aggiunto – afferma Giampaolino – evidenziano per l’Italia un tax gap superiore al 36 per cento, che risulta di gran lunga il più elevato tra i paesi europei con l’eccezione della Spagna, per la quale lo stesso rapporto supera il dato”. E denuncia: “Illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono,spesso faticosamente alla luce”.

Per il presidente della Corte dei conti in Italia “sono carenti le misure e le valutazioni ex post circa l’impatto che le politiche pubbliche esercitano sulla dinamica delle entrate e delle spese, mentre grande attenzione è riservata alle proiezioni e alla stima degli effetti attesi dei principali provvedimenti. Cosicché vi è una quasi totale mancanza di documenti e studi – aggiunge – dedicati a verificare a posteriori se, quanto e come abbiano in realtà funzionato gli strumenti impiegati per migliorare il coordinamento della finanza pubblica e la qualità della spesa”.

Critico Giampaolino anche con la trasformazione degli enti pubblici in società. “Spesso tale procedura si riduce – spiega il presidente – a vuota forma o ad artificioso guscio quando le sue regole, flessibili per consentire una gestione efficiente dell’impresa, vengono strumentalizzate da un’amministrazione non orientata all’economicità e, di fatto, esonerata da responsabilità. In un tale quadro la giurisdizione contabile deve necessariamente supplire, in presenza di impiego e gestione di pubbliche risorse, alla mancata adozione dei rimedi societari da parte del socio se non, frequentemente, all’inadeguatezza dei medesimi”.

“Il 2011 – conclude il presidente della Corte dei conti – sarà ricordato per la severità della situazione economica e per l’affanno con i quali i governi hanno rincorso i rimedi necessari a fronteggiarla e ad arginare gli effetti più devastanti”

Presente alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario della Corte dei conti, anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, i ministri della Giustizia e degli Interni, Paola Severino e Anna Maria Cancellieri.



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