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venerdì 10 febbraio 2012

La ristrutturazione aziendale della Nokia passa attraverso licenziamenti e decentr
amento industriale. Una vera e propria sciagura per oltre 4mila lavoratori sparsi in diversi punti del pianeta. Sì, perché la ristrutturazione voluta dal colosso della telefonia, prevede che la produzione venga trasferita in Asia, dove il mercato è più sano e dove le possibilità di non farsi travolgere dalla crisi è più elevata.
Dunque,gli stabilimenti di Komarom (Ungheria), Reynosa (Messico) e Salo (Finlandia), cesseranno quasi completamente la produzione dei telefonini per riconvertirsi in aziende di progettazione per le applicazioni smartphone.
Il portavoce di Nokia, James Etheridge, ha fatto saper che la decisione presa riguarda soprattutto “la velocità e la reattività e in ultima analisi la nostra competitività.
Con lo sbarco in Asia sale a 30mila il numero di licenziamenti che il colosso della telefonia mobile ha messo in atto da quando il suo Ceo, Stephen Elop è salito alla guida dell’azienda.

Secondo la Nokia, ultima azienda che manteneva uno stabilimento di assemblaggio in Europa, il decentramento produttivo “era inevitabile”.
Il quarto trimestre 2011 ha visto per Nokia un calo del 73 percento delle entrate, considerando che i suoi prodotti non sono stati molto apprezzati dalla clientela mondiale che ha dimostrato di preferire altro genere di prodotti. Il dato significativo è che gli smartphone di Nokia, già poco apprezzati, hanno subito un ulteriore 31 percento di calo nelle vendite. Con questi numeri era difficile poter continuare a pensare di restare in Europa.
Da alcuni mesi Nokia ha firmato accordi con Microsoft per cercare di limitare al massimo il gap che la separa dai grandi gruppi mondiali.

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