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lunedì 20 febbraio 2012

Questa mattina, mentre attendevo il mio turno all'ASL per sottopormi ad una visita medica, ho notato sul tavolo della "sala d'aspetto", insieme alle classiche riviste di gossip e attualità, la brochure di una campagna ministeriale, promossa dall'ex ministro "per le pari opportunità" Prestigiacomo, contro l'abbandono dei  neonati: "non abbandonarlo, puoi partorire anche senza dare il tuo nome, il suo futuro sarà protetto".

La brochure, tradotta anche in inglese, francese, spagnolo e arabo, cerca di sensibilizzare le donne in stato di gravidanza che non hanno la possibilità di tenere il bambino o comunque non vogliono tenerlo, a non abbandonare il piccolo, illustrando la possibilità di partorire senza fornire le generalità, e lasciando il piccolo in custudia all'ospedale. La brochure illustra inoltre la possibilità di ricevere aiuti economici: in presenza di determinati requisiti lo stato elargisce alle neo mamme la somma di 1.747€ una tantum, una cifra che può costituire un aiuto, ma che nei casi di estrema povertà certo non risolve la situazione, insufficiente per far desistere una persona intenzionata a disfarsi del proprio bambino da tale proposito.

La pubblicità progresso nei locali ospedalieri è sempre presente: mi è capitato di vedere brochure contro i maltrattamenti in famiglia, la violenza sulle donne, campagne di sensibilizzazione contro sostanze d'abuso, alcol, droghe, fumo: ma una brochure dedicata all'abbandono dei neonati non l'avevo mai vista. Era il 4 Febbraio quando abbiamo pubblicato un articolo su questo triste fenomeno, (vedi "Grecia : quando la crisi porta all’abbandono disperato dei propri figli") che in Grecia negli ultimi tempi registra un forte aumento, a causa della crisi e della povertà che si sta rapidamente diffondendo anche tra i cittadini che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente. 

Il fatto che il governo abbia dato vita ad una campagna di questo tipo, mi ha fatto sospettare che questo triste fenomeno possa essere in aumento anche in Italia, ed il terribile dubbio mi è stato poco dopo confermato dal medico, al quale ho chiesto informazioni circa la brochure e la situazione degli abbandoni di neonati in Italia;

Il dottore mi ha riferito che la brochure è stata stampata diversi anni fa, pertanto non è collegabile al peggioramento della situazione economica generale, tuttavia secondo il suo parere, il numero dei neonati abbandonati negli ultimi anni è cresciuto; un fenomeno di cui difficilmente sentiamo parlare, ma che esiste da sempre. "Come può una madre abbandonare il proprio figlio"; istintivamente, l'idea di una mamma che abbandona il proprio piccolo porta a pensare ad una persona spregevole, senza cuore; e in alcuni casi è così, è il caso di coloro che anziché consegnare il piccolo in un posto sicuro, come una struttura ospedaliera, lo gettano tra i rifiuti, come hanno riportato alcuni casi di cronaca; ma nella maggioranza dei casi, privarsi del proprio bambino, per una donna che lo ha portato in grembo nove mesi, è una scelta dolorosissima che provoca lacrime e sofferenze, ma è un vero e proprio atto d'amore, l'unica soluzione per evitare al piccolo di crescere tra gli stenti, magari in strada, senza poter soddisfare le più elementari necessità.

Approfondimenti
staff nocensura.com


1 commenti:

daniele ha detto...

In realtà in Italia la campagna è partita da diversi anni promossa dalla Prestigiacomo (se non ricordo male, vado a memoria) nel 2004-2005, quindi non centra molto la situazione di crisi attuale. La legge che tutela la riservatezza del nome della donna che non vuole riconoscere il figlio è vecchissima.
E', a mio modesto avviso, una delle poche leggi fatte come si deve, ovvero: da una parte si offre la possibilità a una madre di partorire in sicurezza per lei e per il figlio, in modo del tutto anonimo e con un'assistenza sanitaria garantita; dall'altra parte, proprio perché esiste l'opportunità di "abbandonare legalmente" il proprio figlio, garantendo però la sua incolumità, viene severamente punito chi lo abbandona o peggio lo uccide.

A mio avviso una legge lungimirante, di grande impatto ed equità sociale come ce ne sono poche.

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