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giovedì 16 febbraio 2012
Guerra e desolazione: questo è lo scenario che anticipa l’entrata del grande Adriano Celentano a Sanremo 2012. Secondo il cantante è lo senario odierno della nostra società.
Il suo intervento si fa subito scottante, la prima ad essere attaccata è la Chiesa, i preti e i frati che secondo lui, anziché accompagnare le persone, soprattutto i malati terminali verso una dolce fine, fanno rimpiangere a quelle persone le cose,  che non hanno fatto durante la vita mortale.

Secondo il cantante, invece, a queste persone bisogna far conoscere il paradiso e di ciò che li aspetta all’aldilà. Con questa accusa afferma anche la chiusura di giornali che secondo lui sono inutili come L’Avvenire e Famiglia Cristiana, dove parlano di tutto ma non del vero scopo della religione cattolica, poi un apprezzamento va a Don Gallo che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri.
Un altro pensiero va agli operai che da giorni scioperano sotto la stazione di Milano contro la chiusura dei treni notte che viaggiano da Nord a Sud, sotto il freddo e il gelo. Poi si rivolge a Montezemolo e  mostra tutto il suo disappunto sulla costruzione di treni sempre più veloci.

Ecco che fa poi la sua comparsa Elisabetta Canalis senza scarpe e con abiti malridotti e alla domanda:”Come ti chiami?” lei risponde:”Italia!” ci fa capire la vera situazione in cui siamo.
Poi la critica cambia strada e si rivolge alla parola POLITICA dove Celentano a chiare parole spiega che questa parola ha perso il suo valore insieme alle persone che ancora credono in essa, ovviamente tutto ciò in riferimento al governo Monti e al ruolo del popolo che ultimamente non è più “sovrano”, cioè colui che decide. Ovviamente non sono mancate le critiche rivolte alla Consulta che ha buttato via un milione e duecentomila firme, quando ne mancavano altre cinquecentomila per dare al popolo la libertà di fare ciò che vuole e di decidere per sè.
All’improvviso dalla platea si sentono delle voci: Pupo si alza e comincia ad accusare Celentano di non essere nessuno e soprattutto sottolinea il fatto che solo le persone “grandi” possono permettersi di parlare, ciò a dimostrazione del fatto che se non sei nessuno non puoi permetterti il lusso di esprimere la tua opinione, del resto è ciò che accade oggi, e ancora una volta viene affermato che avendo bocciato il Referendum si sarebbe tolta la parola ai cittadini.
E paragonando la vita a un viaggio che ognuno di noi fa, ci consiglia di afferrare sempre le occasioni, perchè essa corre e non si ferma.
E poi puff!!! il divo, come è arrivato, così se ne è andato.
Ecco a voi gli interventi :




Fonte: Subito News



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