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lunedì 27 febbraio 2012

disoccupati Daniela, lavvocato disposto a fare la bidella per lavorare

E' la storia di una trentenne laureata in giurisprudenza e disoccupata. ''Cerco qualsiasi cosa ma nessuno risponde''
“L’inizio dell’anno generalmente è dedicato a fare progetti e porsi obiettivi. Questo inizio di anno per me è una versione peggiorata di quello di trecentosessantacinque giorni fa. Allora avevo tanti dubbi ma ancora qualche flebile speranza. Ora c’è il nulla, l’apatia, la svogliatezza o più semplicemente il non avere obiettivi né prospettive concrete”. Daniela inizia così a raccontare come vive il suo stato di disoccupata che la sta quotidianamente torturando. L’ennesima storia di una ragazza piena di titoli, qualifiche ed esperienze all’estero che sono servite solo a scrivere qualche riga in più sul suo curriculum. Un percorso costellato da successi e poi un brusco stop e le successive domande: “cosa voglio? che sto facendo? È utile? È un capriccio?”.


Tanti CV inviati, nessuna risposta. “Ho passato i giorni migliori della mia adolescenza sui libri perché dovevo far presto e laurearmi il prima possibile per avere delle buone prospettive”, spiega Daniela. “Ho lasciato casa a 18 anni compiuti per trasferirmi a Roma pagando una università privata. Mi sono iscritta a giurisprudenza e non a scienze politiche perché era una facoltà con più sbocchi”. Daniela ha avuto anche esperienze lavorative all’estero “per rendere il mio CV più appetibile”. Quando è tornata in Italia ha preso l’abilitazione per avvocato. Tutto questo per avere qualche possibilità in più. “Ma oggi cosa mi trovo? Oggi tutte queste mie scelte a cosa sono servite? Non era meglio prendersela comoda e laurearsi a trent’anni? Magari ero sfigata ma oggi non lo sono di più?”, prosegue. “Lo sconforto sopraggiunge quando ci si gira a guardare i sacrifici che sono stati fatti e si confrontano con la situazione in cui ci si trova. Ci si sente impotenti e anche alquanto falliti perché pare proprio che tutta la vita, le scelte, gli sforzi che sono stati fatti non sono altro che un grande sbaglio. Forse effettivamente sarebbe stato più proficuo fermarsi al diploma e fare la commessa. Oggi avrei una vita mia e la possibilità di fare le mie scelte. Sto perdendo la voglia, l’entusiasmo, quello dei primi colloqui, quando avevo voglia di fare cose nuove, di iniziare un cammino”.
Perché studiare ancora? All’età di trent’anni Daniela si sente vecchia ed inutile. È passata dal sentirsi dire “sei idonea ma non hai esperienza” alla totale assenza di risposte. “Sui giornali si parla del nuovo fenomeno dei nènè (quelli che non lavorano e non studiano) e mi domando: dopo due master che devo studiare ancora? Per fare cosa? Per avere un altro pezzo di carta in base al quale (se mai mi rispondessero) sarei iper-qualificata per un lavoro di segretaria? Chi sta intorno non riesce proprio a capire come ci si sente e, a volte, critica. Sentirmi dire che ‘mi sto riposando’ o che ‘ho buttato la mia vita’ lo trovo pesante”.
Nessuna condizione, solo uno stipendio. Il fatto che Daniela sia avvocato non l’ha limitata dal fare domanda per posizioni lavorative quali quella di bidella nelle scuole. Per ogni domanda di impiego che invia, richiede le sedi più disagiate. Non si pone alcun limite geografico anzi spera sia quello a darle una occasione in più, ammesso che lo stipendio le permetta di mantenersi. “Chissà se a trent’anni ho il ‘diritto’ di avvertire l’esigenza di costruirmi una vita mia, una famiglia, dei figli. Purtroppo l’orologio biologico non aspetta la maturità lavorativa, tutt’altro. Il paradosso sta nel fatto che, se anche trovassi un lavoro, un’eventuale gravidanza costituirebbe un problema”. C’è poi il desiderio di rendersi indipendenti economicamente dai propri genitori: “Non ne posso più di fare la figlia di famiglia dopo essere stata tanto tempo fuori, di non avere l’autonomia di decidere le cose più stupide, di non poter guardare a domani con un po’ di speranza. In poche parole, di non poter avere progetti. Forse ho sbagliato tutto nella vita e ora mi trovo in questa situazione. Il physique du role né per fidanzarmi con PierSilvio né per fare la escort. Che cosa devo fare della mia vita?”.



1 commenti:

Alessia M ha detto...

Carissima Daniela ti capisco perfettamente, sono nelle tue stesse condizioni con i tuoi stessi titoli. Purtroppo bisogna continuare a lottare, non dobbiamo mollare, una soluzione la troveremo per forza.
In bocca al lupo

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